Giappone, la BoJ spinge il governo ad aumentare le tasse sui consumi

E-mail Stampa PDF
image

Il presidente della Nippon Ginkou, la Banca centrale del Giappone, Haruhiko Kuroda

La Nippon Ginkou, la banca centrale del Giappone, come da attese, ha lasciato invariata la sua politica monetaria con tassi d'interesse allo 0,1 per cento, nonché il programma di quantitative and qualitative easing: per gli osservatori è un segno che le decisioni prese ad aprile, con il varo del mostruoso programma di acquisto di titoli, stanno dando i loro frutti nella lotta alla deflazione, vera e propria piaga che colpisce il Giappone da ben quindici anni.

  

Secondo il governatore della Banca centrale Haruhiko Kuroda, il governo deve continuare sulla strada dell'aumento dell'imposta sulle vendite, che fra il 2014 e il 2015 dovrebbe raddoppiare dal  5 al 10 per cento: per Kuroda le politiche di crescita messe in atto dalla stessa Bank of Japan, nonché dal governo del partito liberaldemocratico del premier Shinzo Abe saranno in grado di mitigare gli effetti sui consumi, scongiurando quindi gli effetti nefasti sul deficit e sul debito pubblico, che le finanze dell'Impero non possono permettersi.

Secondo il governatore Kuroda «c'è una forte possibilità che il Giappone possa sostenere un ambiente positivo e mantenere la crescita sopra il suo potenziale di lungo termine». Il governo, pertanto, deve andare avanti sulla strada dell'aumento delle tasse, anche per dimostrare all'opinione pubblica e agli investitori che è in grado di prendere decisioni difficili ma necessarie per contrastare la pericolosa dinamica delle finanze pubbliche.

L'aumento delle tasse sui consumi è in effetti un importante tassello della politica economica nota come Abenomics. Come confermato anche nel corso del meeting della BoJ, l'economia giapponese sta cominciando a recuperare «moderatamente»: secondo le stime del governo rilasciate nel corso della scorsa settimana a causa dell'impasto dell'aumento delle imposte sui consumi dovrebbe portare nell'anno fiscale 2014-2015 una crescita dell'1 per cento invece del 2,5 per cento atteso in precedenza al netto delle novità di politica fiscale.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54197/20130808/giappone-boj-imposte-consumi-aumento.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili