Saccomanni vuole meno tasse e meno sprechi, ma i partiti litigiosi non fanno ben sperare

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Nel corso di un'intervista Wall Street Journal il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha affermato che la ripresa dell'Italia dopo una recessione durata due anni sarà sostenuta dal governo attraverso la riduzione delle tasse per l'impresa e andando a ridurre gli sprechi nel settore pubblico.

  

Non sarà un'impresa facile, se si considera che di cose del genere se ne sentono da almeno vent'anni, e alle difficoltà intrinseche di un Paese ingessato e arrugginito si aggiunge, come afferma lo stesso Saccomanni, il pericolo è che possa sopraggiungere instabilità politica in autunno a causa dei problemi giudiziari di Silvio Berlusconi, cui potrebbe aggiungersi il problema Imu, che Saccomanni, come IBTimes aveva già scritto il 30 luglio scorso, non vuole abolire, bensì rimodulare, per evitare i ben noti problemi di equità a favore dei ricchi; l'abolizione dell'Imu, però, per quanto sia ampiamente riconosciuta come nefasta per i conti pubblici, è uno dei cavalli di battaglia del partito di Berlusconi, il Popolo delle Libertà, per cui la situazione è destinata a riscaldarsi presto grazie ai tamburi della demagogia.

Saccomanni sottolinea che gli indicatori fanno effettivamente pensare ad un ritorno in territorio positivo nei prossimi mesi, ma riconosce che è evidente che i ritmi di crescita previsti prossimi anni difficilmente ci riporteranno presto ai livelli precedenti alla crisi: nel corso delle due recessioni che hanno colpito l'Italia dal 2008, infatti, il PIL reale è crollato ai livelli di ben tredici anni fa, e non sarà una crescita dello zerovirgola a risolvere i problemi del Paese.

Dal 2007 al 2011 l'economia italiana è stata fra le peggiori d'Europa, ed è crollata di ben il 7 per cento, cui si aggiungerà il circa meno 2 per cento del 2013. Secondo Saccomanni, se si dovesse andare al voto prima che siano state messe in campo nuove riforme il paese dovrà prepararsi a subire nuovi danni causati dall'instabilità politica.

Se la politica lo permetterà il governo cercherà di procedere con il taglio della spesa pubblica, attualmente 810 miliardi di euro, attraverso un commissario speciale e un comitato permanente composto da esperti della Banca d'Italia, dell'Istat e di altre autorità pubbliche. Intanto il governo cercherà di trovare nuovi modi per spingere le imprese a creare nuovi posti di lavoro attraverso l'abbassamento della pressione fiscale: la ripresa italiana, infatti, con buona probabilità sta avvenendo grazie all'export, ovvero attraverso aziende internazionalizzate che potrebbero avere ben poco interesse a creare posti di lavoro in Italia, dove, nonostante una certa ripresa della fiducia dei consumatori, la domanda sembra ancora molto depressa.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54225/20130809/saccomanni-intervista-tasse-sprechi.htm

 

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