L'Olanda rinnega l'austerity, toccando le gelide acque della realtà

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Il premier neerlandese, Mark Rutte (REUTERS/Robin van Lonkhuijsen/United Photos)

La strada delle cosiddette "riforme" (si legga "austerità") nei Paesi Bassi continua a trovare una forte opposizione che sta rapidamente erodendo il consenso dei partiti di governo a beneficio delle ali più estreme della politica locale, mentre l'economia regredisce vistosamente.

  

Giovedì i maggiori sindacati del Paese hanno organizzato una protesta che ha portato centinaia di persone a chiedere al governo di mettersi nei propri panni (letteralmente di «camminare per un miglio nelle loro scarpe») per rendersi conto dei danni che l'austerità sta causando.

La protesta era volta a bloccare il piano da 6 miliardi di euro di tagli alle spese e aumenti delle tasse, che il governo vuole mettere in atto per riportare il deficit di bilancio al di sotto della celebre soglia del 3 per cento che richiede l'Europa, dopo che i precedenti programmi di austerità hanno (prevedibilmente) fallito. Il problema è che il Paese, una volta campione dell'austerità, si è reso conto degli effetti nefasti che questa politica dannatamente prociclica sta causando all'economia non solo olandese, ma di molti Paesi d'Europa.

Quando la malattia era ancora confinata alla periferia europea e non si temeva il (previsto) contagio, il governo olandese era fra i maggiori sostenitori delle politiche di controllo dei bilanci promosso dai tedeschi, ma quando il contagio è arrivato alle porte dei Paesi Bassi e ha richiesto lacrime e sangue anche agli olandesi il voltafaccia è stato immediato, scatenando proteste anti-europee proprio nel cuore d'Europa.

Il governo di Mark Rutte è in palese difficoltà, se si considera che liberali e laburisti sono passati dal circa 50 per cento delle preferenze di settembre 2012 all'attuale 28, mentre il Freedom party di estrema destra e il partito socialista hanno visto i propri consensi passare dal 10 per cento l'uno a oltre il 16 e il 14 per cento rispettivamente.

I sindacati, in particolare, chiedono che siano annullati i blocchi salariali agli impiegati pubblici e della sanità, tra l'altro già in vigore da tre anni, minacciando in alternativa di lasciare l'accordo sociale faticosamente raggiunto in aprile con il governo e le imprese, aggiungendo un ostacolo alle riforme del governo.

Mark Rutte, infatti, non ha la maggioranza alla Camera alta della parlamento olandese, e per questo motivo avrà bisogno del sostegno di alcuni partiti di opposizione, ai quali però non conviene elettoralmente parlando, appoggiare un governo sempre più impopolare: le richieste, infatti, vanno da un aumento dei fondi all'istruzione al taglio delle tasse, richieste opposte a quelle dei sindacati.

Si preannuncia quindi uno scontro molto acceso alla ripresa dei lavori prevista per settembre, quando probabilmente un altro Paese prenderà la nefasta strada dell'anti-europeismo. E si potrà ancora ringraziare Berlino per aver costretto l'Europa ad una scellerata applicazione integralista dell'austerità in un contesto recessivo, nonostante le conseguenze disastrose fossero abbondantemente ovvie.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54232/20130809/olanda-austerita-proteste-rutte.htm

 

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