Le banche europee dovranno "perdere" 3200 miliardi per soddisfare Basilea III

E-mail Stampa PDF

Il sistema bancario europeo dovrà ridurre di 3200 miliardi di euro il valore dei propri asset entro il 2018, se vorranno soddisfare i requisiti di Basilea III: è quanto emerge da un'analisi di Royal Bank of Scotland.

  

Le maggiori banche europee, in particolare, dovranno ridurre i bilanci di 661 miliardi di euro e racimolare 47 miliardi di capitale fresco nei prossimi cinque anni per soddisfare i nuovi requisiti, volti a rafforzare i patrimoni delle banche al fine di evitare nuovi salvataggi a carico dello Stato. La parte rimanente, ovvero circa 2600 miliardi, dovrà essere trovata dalle banche di medie e piccole dimensioni.

I requisiti di Basilea III sono stati concepiti per fare in modo che le banche possono avere capitale sufficiente per "salvarsi da sole", ed evitare la ben nota "socializzazione delle perdite" quando qualcosa inevitabilmente andrà storto. Tuttavia, in un momento di crisi economica come quello attuale, le nuove richieste normative stanno causando molti problemi alla ripresa.

Da maggio 2012, ad esempio, le banche dell'Eurozona hanno già tagliato i bilanci di 2900 miliardi di euro per venire incontro ai requisiti imposti dagli Stati: il problema è che per fare ciò le banche, tra le altre cose, hanno negato sempre di più le erogazioni di nuovi mutui e prestiti, spingendo sempre più sott'acqua imprese e famiglie, e dunque approfondendo la crisi economica. Inoltre se le banche riescono a mettere le mani su capitale fresco (come quello fornito dalla BCE) per migliorare la qualità del proprio patrimonio preferiscono investire tale liquidità in titoli di Stato, più sicuri rispetto ai prestiti nell'economia reale in prolungata crisi, ma che generano nuove distorsioni molto pericolose.

Le richieste di Basilea III potrebbero peggiorare questa situazione, specialmente per le piccole e medie imprese che sono già destinatarie di una parte minoritaria dei prestiti erogati e che rischiano pertanto di vedere definitivamente chiusi i rubinetti, e quindi di chiudere e licenziare.

In questo scenario vi sarebbe nuova depressione della crescita economica, con il rischio di scatenare nuove recessioni nel caso in cui (per nulla improbabile) dovesse ritornare a mancare la fiducia: con una crescita economica prevista molto lenta negli anni a venire e con richieste patrimoniali sempre più stringenti appare assolutamente normale che le banche preferiscano attuare un forte deleveraging invece di pompare denaro per sostenere la crescita economica, approfondendo il circolo vizioso che ha portato l'Europa da una recessione all'altra.

I governi dovrebbero tentare di trovare strade alternative e meno rigide per rafforzare i patrimoni delle banche e al contempo spingere affinché si sviluppino nuovi modelli di finanziamento per le imprese.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54313/20130811/banche-asset-basilea-iii-bilanci.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili