Grecia, la recessione rallenta, ma non abbastanza. Serve un nuovo piano Marshall

E-mail Stampa PDF

La recessione in Grecia si fa meno forte, ma le difficoltà per l'economia, e in particolare per il governo di Antonis Samaras, sono ancora profonde: il prodotto interno lordo greco è calato su base tendenziale per 4,6 per cento nel secondo trimestre dell'anno, in miglioramento rispetto al -5,6 per cento registrato nel trimestre precedente. Purtroppo però non è un miglioramento sufficiente perché il governo riesca a vedere gli introiti provenienti dalle tasse aumentare in maniera adeguata, pertanto il raggiungimento degli obiettivi in posti per il salvataggio di Atene è ancora a rischio.

  

Rispetto al 2008 l'economia greca è crollata del 23 per cento in termini reali, deprimendo di conseguenza le entrate tributarie: la crisi è generata per via di malgoverno, evasione fiscale generalizzata, corruzione e sprechi, ed è stata poi esasperata dall'austerità imposta dalla Troika, che ha demolito i consumi privati, ovvero il motore stesso dell'economia locale. Di conseguenza se prima le tasse venivano semplicemente evase, oggi invece per imprese e famiglie diventano semplicemente impossibili da pagare, per "semplice" mancanza di reddito: ciò ha generato buchi nei bilanci pubblici greci puntualmente tappati da nuovi piani di salvataggio, e anche in questa prima parte di 2013 il copione si è ripetuto.

Rispetto agli obiettivi precedenti, infatti, mancherebbe circa un miliardo e mezzo di euro di entrate tributarie, conseguente ad una disoccupazione ormai verso il 28 per cento e da nuovi fallimenti aziendali. A questo vanno aggiunti mancati introiti relativi alle privatizzazioni, che non stanno avvenendo come previsto: anche per questi motivi sia il Fondo monetario internazionale che la banca centrale tedesca Bundesbank hanno previsto che nel 2014 la Troika dovrà versare nuovi aiuti nelle casse greche.

Ciò nonostante vi sono motivi di ottimismo: la manifattura è cresciuta in giugno al ritmo maggiore degli ultimi cinque anni e anche il turismo sta segnando un ottimo andamento. Nell'anno in corso si prevede che la recessione non dovrebbe andare oltre il -4,2 per cento, per poi essere lasciata alle spalle nel 2014, con una minuscola ripresa dello 0,6 per cento. Peccato che sono già almeno quattro anni che si prevede il ritorno alla crescita "l'anno prossimo".

Forse, suggerisce il Levy Economics Institute, è il caso di lasciare perdere la teoria dell'austerità espansiva fatta propria dalla Troika, in Europa soprattutto dalla Germania: la crisi greca poteva essere risolta in molto meno tempo e con una spesa di molto inferiore, se la Troika avesse scelto una strada diversa.

Il Levy Economics Institute suggerisce di varare un piano Marshall per la Grecia, che eviti le tentazioni punitive sinora imposte ad Atene e punti invece alla crescita economica: non fare, insomma, come si fece con la Germania dopo la Prima Guerra Mondiale, bensì come dopo la Seconda Guerra Mondiale, ponendo le condizioni per un nuovo miracolo economico. Il costo? Appena 30 miliardi di euro in tre anni. Spiccioli, rispetto ai piani di salvataggio sinora varati (240 miliardi solo per la Grecia), ma forse non soddisferebbe il sadismo dei maestrini tedeschi.

Stando allo stesso paper del Levy Economics Institute mantenere la Grecia sul binario attuale non porterà crescita economica, come la Troika prevede (senza successo) ormai da un lustro, anzi, la recessione continuerà, sia pure più lentamente, fino al 2016 e porterà il tasso di disoccupazione ben oltre il 30 per cento.

Sono ormai sei anni che l'austerità fallisce in Grecia, perché l'austerità ha senso solo quando un Paese si trova in un contesto non critico, come la Germania all'inizio del secolo. Allo stato attuale alla Grecia (e all'Europa) serve qualcosa di diverso: «Il primo piano Marshall - scrive Dimitri B. Papadimitriou, fra gli estensori del paper - non fu un atto di beneficenza o un salvataggio: era un'efficace strategia d'investimento per creare una forte economia europea e prevenire la disintegrazione politica. Per crearne una visione moderna abbiamo bisogno di rivedere le screditate teorie dell'austerità - o le istituzioni dell'area euro che le promuovono».

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54353/20130812/grecia-recessione-pil-piano-marshall.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili