Arriva la ripresina: fuori dalla recessione Eurozona, Francia e, a sorpresa, Portogallo

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Battono il consenso le stime di crescita di Europa, Portogallo, Francia e Germania: secondo i dati rilasciati in mattinata di mercoledì il Prodotto Interno Lordo francese è salito su base trimestrale dello 0,5 per cento contro attes3 dello 0,2 per cento, segnalando che la recessione, almeno da un punto di vista contabile, per Parigi è finita; da Berlino invece arriva un +0,7 per cento su base trimestrale, migliore delle attese poste a +0,6 per cento, mentre su base annua il PIL è cresciuto dello 0,9 per cento, battendo anche in questo caso le attese poste a +0,3 per cento.

  

La sorpresa è però il Portogallo che esce clamorosamente dalla recessione con un +1,1 per cento su base trimestrale, battendo le attese degli analisti poste a -0,2 per cento. Sarà forte l'attesa di vedere confermato il dato anche nella prossima stima, prevista per l'inizio di settembre. Su base annua il PIL portoghese è calato del 2,0 per cento, anche in questo caso battendo di molto le stime di consenso, poste a -3,2%.

L'Eurozona esce dalla sua più lunga crisi della sua breve storia, trainata da Francia e Germania: battute le attese degli osservatori, poste a +0,2 per cento, contro la stima "reale" di +0,3.

Nel caso della Germania la crescita sembra essere guidata dai consumi domestici sia pubblici che privati, mentre la migliore performance la Francia riguarda in particolare l'export e i consumi privati, cresciuti al ritmo più forte degli ultimi 2 anni, specie per quanto riguarda energia e automobili.

Per quanto Francia si tratta di un ritorno alla crescita dopo due trimestri di recessione, e risulta essere una lieve boccata d'ossigeno per il presidente François Hollande, che da tempo sta cercando di tirare fuori l'economia francese dal pantano.

Ciò nonostante non si può ancora affermare che una vera e propria ripresa sia alle porte: il tasso di disoccupazione è a quote vicine all'11 per cento, sui massimi da 14 anni, e le stime di crescita per il 2013 sono negative sia per l'Istituto Nazionale di Statistica francese Insee, che prevede un -0,1 uno per cento, sia per il Fondo monetario internazionale, secondo il quale il prodotto interno lordo del 2013 dovrebbe calare dello 0,2 per cento quest'anno prima di crescere ad un ritmo piuttosto modesto nel 2014, vale a dire circa lo 0,8 per cento.

Per quanto riguarda la Germania, invece, la salute della locomotiva europea cova sintomi di un mercato del lavoro non proprio in forze: il numero di tedeschi obbligati a svolgere un secondo lavoro per sopravvivere è ai massimi storici, e in molti casi si tratta di part-time poco qualificati e mal retribuiti, ed il numero di occupati con retribuzioni scarse è piuttosto alto, relativamente alle medie internazionali. Come negli Stati Uniti, anche in Germania la ripresa non sembra riguardare i lavoratori.

Per tutti questi motivi, e in particolare per un mercato del lavoro europeo ancora estremamente depresso, non è il caso di cantare vittoria, anche se considerando questi numeri è possibile tentare di mettere da parte lo scetticismo più nero ed essere moderatamente ottimisti.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54412/20130814/ripresa-francia-recessione-germania.htm

 

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