Giappone, il governo migliora l'outlook: "La deflazione sta per finire"

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"La deflazione sta per finire": è questo ciò che si legge nel report economico di agosto del governo giapponese, lasciando intendere un miglioramento delle condizioni rispetto al report del mese precedente, in cui si affermava che le pressioni deflazionistiche si stavano soltanto allentando.

  

Secondo i dati rilasciati per il mese di giugno i prezzi al consumo sono aumentati per la prima volta da oltre un anno, tuttavia ciò è dovuto principalmente al maggior costo dell'elettricità più che ad un aumento della domanda, ovvero la causa principale della deflazione cronica di cui il Giappone soffre da oltre dieci anni: in particolare l'ultima ondata deflazionistica dura dal novembre 2009.

Ora il governo punta a favorire la crescita e a tenere sotto controllo il debito pubblico e per questo sta cercando una ricetta che riesca a mescolare ingredienti poco compatibili. Da un lato è necessario aumentare l'imposta sui consumi: attualmente è previsto che tale imposta raddoppi entro ottobre 2015 in due tranche dall'attuale 5 per cento. Il timore, d'altro canto, è che una tale mossa deprima troppo la fragile crescita giapponese, facendo così mancare un pilastro importante della politica economica del premier Shinzo Abe, la cosiddetta Abenomics.

Per questo motivo il governo potrebbe decidere di intervenire sulle imposte versate dalle imprese, anche se i margini di manovra sono piuttosto ristretti: è vero, secondo l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che l'imposta sui redditi societari del Giappone è la più alta dopo quella degli Stati Uniti, ma è altrettanto vero, secondo quanto affermato dal ministro delle Finanze Taro Aso, che solo il 30 per cento delle imprese versa lo stato tale imposta; inoltre tale manovra aumenterebbe il già concreto rischio di non avere margini per attuare il necessario taglio del debito pubblico, attualmente più che doppio rispetto all'intera economia dell'arcipelago.

Sembra molto più probabile che il governo punterà ad agevolazioni fiscali per favorire gli investimenti, che nel trimestre fa aprile e giugno hanno segnato l'assenza contrazione consecutiva, generando nuove preoccupazioni circa la crescita economica: sempre nel trimestre tra aprile e giugno, infatti, la crescita annualizzata è stata del 2,6 per cento, che sembra però insufficiente a sostenere l'impatto negativo dell'imposta sulle vendite.

Per conoscere le novità di politica fiscale bisognerà attendere settembre, quando, dopo il G20 e dopo il rilascio della stima definitiva del PIL, il premier Abe annuncerà se l'imposta sulle vendite aumenterà come previsto.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54434/20130815/giappone-outlook-deflazione-imposte-investimenti-abenomics.htm

 

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