Ungheria, rimborsato in anticipo un prestito FMI, ma l'UE blocca gli aiuti: troppa opacità sui conti pubblici

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L'Ungheria ha rimborsato in anticipo un prestito erogato nel 2008 dal Fondo monetario internazionale per un totale di 2,15 miliardi di euro: l'operazione, secondo il governo magiaro, permetterà di risparmiare circa 11 milioni di euro di interessi. Tuttavia vi è molta opacità riguardo le finanze pubbliche ungheresi, tant'è che non è chiaro quale sia la provenienza dei fondi utilizzati per ripagare la pendenza che sarebbe scaduta nel primo trimestre 2014.

  

A testimonianza della scarsa trasparenza in quel di Budapest, nella giornata di ieri, 14 agosto, l'Unione Europea ha deciso di sospendere i finanziamenti all'Ungheria per via di alcune irregolarità rilevate nell'uso dei sussidi allo sviluppo erogati da Bruxelles: non che vi siano irregolarità o frodi, fanno sapere dalla "capitale" europea, semplicemente i controlli sul corretto utilizzo dei fondi non stanno funzionando. Secondo il responsabile ungherese dei fondi europei, Janos Lazar, il Paese rischia di perdere fino a 2 miliardi di aiuti distribuiti su 13 programmi gestiti dall'Agenzia Nazionale dello sviluppo, su un totale di 15. Il governo rischia di pagare una multa da 167-334 milioni di euro, ma fonti ungheresi fanno sapere che l'esecutivo è pronto a pagare pur di far riaprire i rubinetti al più presto.

Si tratta di fondi fondamentali per l'economia ungherese, che sta cercando di agganciarsi al gruppo di paesi della Mitteleuropa, ovvero la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia: gli ultimi dati rilasciati vedono un'economia in ripresa grazie ai soliti investimenti tedeschi, che negli ultimi mesi hanno aiutato la crescita di molti paesi in crisi, come il Portogallo. L'opposizione, tuttavia, denuncia costi sociali elevatissimi per raggiungere questo risultato.

L'Ungheria, come del resto gran parte dell'Europa, dal 2008 sta vivendo una grave crisi economica, che nel 2010 ha portato al potere nazionalista ultraconservatore Viktor Orban, il cui programma è stato più volte associato a quello di un regime totalitario: il governo ha variamente compresso i diritti civili e politici, facendo storcere il naso a più di un'organizzazione internazionale. Per tutta risposta il governo ha tentato più riprese di liberarsi delle ingerenze internazionali e anche la restituzione del prestito del FMI, va visto in quest'ottica, poiché gli ispettori del FMI sono ormai una presenza fissa a Budapest e il governo desidera avere le mani libere in vista delle elezioni nel 2014. Il governo, per rimettere i conti in ordine, ha usato misure economiche poco ortodosse, basate sul breve periodo e una tantum, come tasse speciali, tasse temporanee, imposte sugli investimenti esteri, nazionalizzazione dei fondi pensione: il rischio è il ritorno di tensioni sulle finanze pubbliche, a meno che la ripresa non sia effettivamente sostenuta.

Per questo Orban non può fare a meno degli aiuti europei: quei fondi coprono gran parte dei programmi di crescita che l'autocrate ungherese vuole sfruttare nella campagna per la sua rielezione.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54435/20130815/ungheria-prestito-fmi-ue-blocco-aiuti-orban.htm

 

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