Al via il nuovo redditometro, meno arbitrario e con più garanzie per il contribuente

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Parte oggi 19 agosto dopo settimane di rodaggio la nuova versione del redditometro: il sistema comincerà ad esaminare i redditi del 2009, ovvero quelli dichiarati nel 2010, fino a quelli del 2012, e verificherà la coerenza tra quanto è stato dichiarato e quanto è stato invece speso attraverso l'incrocio di informazioni pescate da ben 128 banche dati.

  

Se il contribuente dovesse avere speso nel corso dell'anno oltre il 20% in più del reddito dichiarato potrebbe ricevere l'invito dell'Agenzia delle Entrate a spiegare in che modo è stata coperta tale differenza: i motivi potrebbero essere perfettamente leciti, ad esempio utilizzando risparmi accumulati in passato o grazie a una donazione da parte di parenti, ma in altri casi invece la discrepanza fra entrate e uscite potrebbe essere dovuta ad una evasione fiscale.

Il fisco si concentrerà inizialmente solo sulle differenze più elevate per poi procedere a scarti più ridotti, fino ad arrivare ai 35 mila controlli previsti ogni anno. Non vi sarà tuttavia l'immediata apertura formale del procedimento: fisco e contribuente avranno prima un doppio contraddittorio che sarà celebrato in base a garanzie superiori rispetto alla precedente versione del redditometro. Al contribuente eventualmente convocato sarà sufficiente portare prove documentali che spiegano le differenze, come atti notarili, bonifici, fatture per chiudere velocemente il caso (anche se il fatto che il redditometro cominci a esaminare anni relativamente lontani renderà più difficile per i contribuenti recuperare le proprie posizioni).

Il fisco però potrebbe procedere con il secondo contraddittorio, in cui interverrebbero anche le spese stimate in base agli indici ISTAT e che riguarderebbe anche spese di minor valore come il vitto, i trasporti, lo svago, l'abbigliamento: in questo caso i contribuenti potranno usare anche prove non documentali (ovvero logiche) per calmare i sospetti del fisco. Per esempio si può contestare una minore spesa per il vitto poiché a carico dell'azienda.

Se neanche questo secondo procedimento dovesse arrivare a conclusione con la chiusura della pratica, l'Agenzia delle Entrate dovrebbe far partire accertamento formale: il contribuente potrà scegliere se pagare oppure ricorrere alla giustizia tributaria.

La nuova versione del redditometro dovrebbe avere più buonsenso della precedente: il vecchio redditometro, infatti, aveva parametri limitati e malamente applicati: le spese su cui veniva applicato erano poche e bastava una automobile di grossa cilindrata, ma comprata usata, per far scattare l'ira del fisco. L'uso quasi arbitrario di coefficienti per moltiplicare gli importi, poi, gonfiava le spese senza alcun criterio logico: nel nuovo strumento, invece, varranno solo le spese effettivamente sostenute o che il contribuente potrebbe logicamente sostenere.

La chiave di tutto resterà però il fattore umano: il redditometro è un "algoritmo", un'istruzione, un programma che si limita a fare ciò che gli si viene richiesto. È necessario che l'ispettore del fisco incaricato della pratica usi la giusta dose di buonsenso per adeguare i valori reali del contribuente con quelli espressi dal redditometro, che come ogni macchina, è povera di buonsenso.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54533/20130819/nuovo-redditometro-spese-reddito-fisco.htm

 

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