Alla Grecia serve un terzo salvataggio: la crisi non è ancora finita

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Il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble finalmente ha ammesso che il salvataggio della Grecia non sta andando come previsto (anche questa volta), e che quindi servirà un terzo bailout per tenere a galla Atene e l'Eurozona.

  

L'eventualità era stata negata nelle ultime settimane oppure a malapena sussurrata negli ambienti della Bundesbank, la banca centrale tedesca, anche se era evidente che nei piani della Troika si sta aprendo un buco da tre o quattro miliardi di euro (o forse undici). La possibilità che due programmi di aiuto non bastassero era stata già sollevata dal Fondo monetario internazionale, che però ha aggiunto una possibilità che a Schäuble proprio non va giù, vale a dire il taglio del valore dei titoli di Stato detenuti dai governi dell'Eurozona e dalla Banca Centrale Europea (vale a dire il terzo default greco).

Il ministro delle Finanze ha ribadito che da quel punto di vista la Germania non ci sentirà, nonostante sia sempre più evidente che la Grecia avrà difficoltà sempre maggiori nel tagliare il suo stock di debito pubblico secondo il programma imposto dalla Troika e per questo potrebbe essere necessario coinvolgere anche i creditori pubblici: nel corso degli anni della crisi greca, infatti, i creditori privati sono già stati costretti ad accettare la ristrutturazione dei titoli da loro detenuti, sicché gli unici portafogli che possibile intaccare per dare sollievo ad Atene sono quelli delle istituzioni europee e quello del Fondo monetario internazionale (che però a sua volta non vuole assolutamente sentirne parlare).

Gli ultimi mesi di calma piatta sui mercati, in pausa in attesa delle elezioni tedesche previste a settembre, nonché narcotizzati dal bazooka della Banca centrale europea, non devono far dimenticare che la crisi europea non è ancora passata e che vi sono ancora forti criticità (non solo in Grecia) che rischiano di riportare il panico sui mercati.

Il prossimo game changer sarà, come noto, il tapering della Federal Reserve: se adesso la fuga degli investitori sta colpendo i Paesi emergenti, nelle prossime settimane potrebbero essere i mercati della periferia europea a rivivere delle tensioni, quelle del 2011, che si speravano essere relegate alla storia finanziaria. Fra i protagonisti potrebbe non mancare l'Italia che non solo sconta le riforme incompiute (le ennesime degli ultimi decenni) del governo Monti, ma anche un governo traballante che non è ancora riuscito a mettere in atto un inizio di riforme, poiché in ostaggio, come ormai da molti anni, dei guai giudiziari di Silvio Berlusconi

Chi non impara dalla Storia, è destinato è ripeterla.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54608/20130820/germania-grecia-bailout-salvataggio-crisi.htm

 

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