Imu e Service Tax: ecco come cambia la Tares

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Esce l'Imu ed entra la Service Tax: gli italiani dovranno dire addio alla tanto discussa imposta municipale unica sulla prima casa e, velocemente, dovranno familiarizzare con la nuova tassa sui servizi comunali.

  

Il 'via' ufficiale è previsto per il primo gennaio 2014: l'Imu sulla prima casa andrà in pensione e la neo entrata tassa sui servizi congloberà la 'vecchia' Tares. La nuova tassa nasce all'insegna del federalismo fiscale: il sentiero indicato dalla commissione Bicamerale istituita nella scorsa legislatura è stato seguito fedelmente. Diremo addio alla Tares, l'imposta diretta alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti, che aveva già cominciato la sua metamorfosi nell'ambito di questo 2013.

L'imposta in questione, infatti, deve già tenere conto dei 'dettami' a livello europeo che spingono nella direzione di un maggior pagamento per chi 'inquina' di più (Art. 7 del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri). La tariffazione, nello specifico, avverrà sulla base della 'quantità' e della 'qualità' (medie) dei rifiuti prodotti per ogni singola unità di superficie. Peseranno, quindi, in misura elevata le tipologie di attività svolte in loco.

Il rischio, vista l'eterogeneità delle casistiche osservabili (e quindi delle tariffe applicabili), è che i Comuni, dal prossimo anno, gestiscano la variabile 'aliquota' come unico strumento per far quadrare i conti: la probabilità di sensibili aumenti sarebbe, in questo caso, concreta. Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha spiegato come con la Service Tax (e la rimodulazione della Tares al suo interno) "viene preservata la capacità fiscale dei Comuni ma sarà limitata verso l'alto l'autonomia di manovra sulle aliquote perché non si possano accrescere infinitamente (...) [la nuova tassa avrà] due aspetti importanti: la gestione dei rifiuti urbani e dei servizi indivisibili [con questa seconda componente che sarà a carico] sia del proprietario sia degli occupanti, con ampio margine di manovra da parte dei Comuni".

La prima componente, legata ai rifiuti urbani, dovrà esser pagata da chi occupa - con qualsiasi formula - l'unità di superficie passibile della tassa e sarà commisurata alla superficie disponibile. Il capitolo dei 'servizi indivisibili', invece, lascerà al Comune di appartenenza la scelta della base imponibile commisurata alla rendita catastale dell'immobile o, in alternativa, alla superficie dello stesso. Nel caso di immobili affittati l'imponibile sarà diviso tra il locatore ed il locatario.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/54988/20130829/imu-service-tax-cdm-cosa-cambia-tares-comuni-gestione-rifiuti.htm

 

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