Spesa alimentare, Altroconsumo: Pistoia città più conveniente, Aosta più cara

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La crisi economica graffia ancora, e le famiglie italiane spendono sempre meno per mangiare: questo è quanto emerge da un rapporto Istat pubblicato all'inizio del luglio scorso, dove era evidenziato un calo della spesa media mensile per l'alimentazione nel 2012, pari al 2,8% rispetto al 2011. Una discesa che rischia di farsi sempre più vertiginosa di anno in anno, contrariamente all'aumento dei prezzi di molti prodotti alimentari un po' in tutta la penisola. Proprio per questo motivo l'associazione Altroconsumo, nell'ambito della 24esima edizione dell'inchiesta annuale sui supermercati, ha 'visitato' oltre 900 punti vendita dislocati in tutta Italia raccogliendo prezzi e confrontandoli tra loro, 'disegnando' così una mappa del risparmio. Tra i prodotti presi a campione, spiega la relazione dell'associazione dei consumatori, ci sono "acqua naturale, bibite, detersivi, pasta, biscotti, articoli per la pulizia e la manutenzione della casa, per la cura personale" e gli alimentari freschi come frutta, verdura e carne, tutti a 'formare' un paniere di 500 prodotti i cui prezzi sono stati confrontati privilegiando i beni alimentari più acquistati, con la stessa marca e freschi.

  

Passando ai risultati ottenuti su quella che è una vera e propria 'mappa della convenienza', Altroconsumo rileva il buon dato che emerge dalla Toscana, dove Pistoia è stata 'eletta' la città più conveniente con una spesa annuale fissata in 5.876 euro. Secondo Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, il buon andamento della regione Toscana è dato dalla concorrenza, "da sempre molto vivace tra i diversi punti vendita" e che "svolge un ruolo virtuoso e salutare per le tasche dei consumatori". Ad aggiudicarsi la 'maglia nera' dei prezzi è invece la città di Aosta, dove in un anno vengono spesi 6.850 euro per la spesa e, come spiega ancora Martinello, il dato conferma che dove la concorrenza è minima a causa di pochi punti vendita e molto isolati tra loro, i prezzi tendono ad aumentare cosicché "i consumatori non hanno scelta e a rimetterci è il budget familiare". Tra le altre città, la capitale è la penultima con una spesa annuale di 6.611 euro, Milano si ferma all'incirca a metà classifica con 6.463 euro mentre Bari entra nella 'top five' del risparmio con 6.268 euro.

Inoltre, stando alla relazione di Altroconsumo, facendo rifornimento di beni alimentari in un discount, acquistando prodotti non di marca, i costi si abbassando anche oltre il 50%: "Risparmiare è possibile: basta scegliere il punto vendita meno caro nella vostra città ed essere costanti nel frequentarlo, invece che seguire lo specchietto per la allodole dell'offerta stagionale o occasionale" afferma infatti il coordinatore dell'inchiesta dell'associazione dei consumatori, Marco Bulfon.

Il punto vendita più conveniente è, ancora una volta, U2 Supermercato, seguito a ruota da Leclerc Conad, IperSimply, Ipercoop, Bennet, Auchan ed Esselunga, mentre a registrare il dato peggiore nel rapporto di Altroconsumo è la catena Despar, più caro del 10% rispetto ad U2 Supermercato.

Particolare attenzione va data anche alle 'offerte' che, dice Bulfon, "non sono sempre, come sembra, una garanzia di risparmio, ma al contrario possono indurre a fare scelte di acquisto più emotive che razionali", avvertendo che "Se consideriamo tutti i supermercati di una stessa città, i prodotti messi in promozione sono solo il 36% del nostro paniere, ciò significa che in pratica non è mai possibile fare una spesa completa a colpi di promozioni".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55049/20130830/altroconsumo-mappa-consumi-prezzi-spesa-alimentare.htm

 

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