Grazie all'IMU "abolita", aumento IRPEF per 6,3 milioni di contribuenti

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L'equazione 'Imu abolita' uguale 'meno tasse' sembra sempre più una chimera. "La copertura del decreto Imu è stata gestita senza alzare le tasse" proclamavano, "E' un provvedimento tax free che non porta altre tasse" Alfano dixit. Se non sono tutte bugie, quanto meno sono una lunga serie di perifrasi, di circonlocuzioni ardite volte ad un unico scopo: celare agli occhi del contribuente la cruda realtà perché, per dirla alla Sartre, "niente è cambiato, e tuttavia tutto esiste in un'altra maniera".

  

Non cambierà nulla, di sicuro, per almeno 6 milioni e 300 mila italiani che pagheranno di più di Irpef grazie al 'trucchetto' legato alle polizze vita.

Un doveroso passo indietro è necessario: prima della trovata legata all'Imu, esisteva una detrazione d'imposta dall'Irpef del 19% dei "premi di assicurazione sulla vita, contro gli infortuni e la non autosufficienza" con un tetto massimo annuale di 1291,14 euro. A conti fatti, gli italiani potevano 'scalare' dal dovuto una somma di tutto rispetto: circa 245 euro all'anno. Parliamo al passato perché, grazie all'articolo 12 del decreto Imu, cambiano (nettamente) le carte in tavola: già dal 2013 il "limite massimo di fruizione" della detrazione (che resta al 19%) vede scendere il tetto massimo a 630 euro. Poi, addirittura, a 230 euro dal 2014.

Concretamente significa che la somma massima che si poteva scalare dall'imposta sui redditi scende da 245 euro (con il vecchio tetto) a 120 euro per chiudere, l'anno dopo, a quota 44 euro. Curiosa, si fa per dire, l'analogia delle cifre in ballo con quella rata media dell'Imu sulla prima casa da 225 euro circa. Il novanta per cento di quei 6,3 milioni di italiani che cadranno vittime di questo 'escamotage' hanno un reddito lordo annuo inferiore ai 55 mila euro; il 54% di questi, poi, non valicherà nemmeno la soglia dei 26 mila euro.

Oltre il danno, la beffa: anche questa manovra, come troppo spesso accaduto in passato, sarà retroattiva e - quindi - in palese violazione di quello Statuto del Contribuente che sancisce (o dovrebbe sancire, ad essere più precisi) la valenza delle nuove norme fiscali solo per il futuro. La realtà dei fatti, invece, è tutta condensata nel comma due dell'articolo dodici del decreto Imu:

"Nel limite di euro 630 per il periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, nonché di euro 230 a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014, sono compresi i premi versati per i contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o rinnovati entro il periodo d'imposta 2000". E retroattività sia, dunque.

La coperta è corta, il rapporto deficit/Pil al 3% è stringente, l'Europa osserva. Il taglio alle detrazioni sulle polizze vale 458 milioni di euro per il 2014, 661 milioni nel 2015 e 490 milioni dal 2016: il governo avrà molto da fare per un ipotetico rimpiazzo.

La realtà economica del Paese è sempre più chiara ai suoi cittadini: la crisi (fiscale e non) non può partorire 'miracoli', ogni presunto tale è solo frutto di vani proclami politici. Queste rivoluzioni sono e saranno sempre di stampo gattopardiano: 'deve cambiare tutto perché nulla cambi davvero'.

L'Imu è stata abolita, ma c'è da gioire?

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55167/20130902/imu-abolizione-irpef-polizze-assicurative-detrazioni-tetto-ridotto.htm

 

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