Alla Grecia serve un altro salvataggio, ma ad Atene nessuno vuole più l'austerità

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Mentre la Grecia attende a partire dal prossimo 16 settembre il ritorno dei tecnici della Troika, il Ministero delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble torna a ribadire nel corso di una sessione straordinaria della commissione Bilancio del Bundestag che il buco nel programma di salvataggio Greco potrebbe superare i 4 miliardi di euro entro la fine del prossimo anno, costringendo a un nuovo salvataggio stimato sopra i 10 miliardi.

  

Questo buco, se confermato, rischia di dover richiedere un terzo piano di salvataggio sia pure di dimensioni maggiormente contenute rispetto ai precedenti due, che arrivano alla ragguardevole cifra di 230 miliardi complessivi. Il ministro delle Finanze ha però escluso in modo categorico che si arrivi ad una ristrutturazione del debito greco, attualmente detenuto in larga parte dalle istituzioni europee stesse. Resta tuttavia il problema che, nonostante le due ristrutturazioni che hanno coinvolto il settore privato e nonostante lo stabilizzarsi della situazione dei conti pubblici ellenici, lo stock di debito pubblico continua a salire inesorabile. L'obiettivo del 110 per cento in rapporto al Pil entro il 2022 sembra semplicemente impossibile da raggiungere senza un taglio brutale.

Schäuble ha anche escluso che il Fondo salva-Stati permanente ESM possa intervenire in una ricapitalizzazione retroattiva delle banche locali, per evidenti problemi di moral hazard.

La Grecia, dal canto suo, continua a soffrire la cronica mancanza di liquidità e continua ad essere piuttosto lontana dal ritorno sui mercati obbligazionari: ciò rischia di scatenare tensioni fra i creditori, poiché il Fondo monetario internazionale non può prestare soldi ad un Paese che mostri difficoltà a finanziarsi nell'arco di 12 mesi. Tuttavia il governo greco non sembra essere in grado di imporre nuove misure di austerità (che verrebbero inevitabilmente richieste in cambio della terza ciambella salvagente), non solo perché ormai molto è già stato spolpato, ma anche perché rischia di non trovare sufficiente appoggi in Parlamento, mentre la retorica anti austerity torna a fiammeggiare fuori dal Palazzo. Il Paese si rischia quindi di ritrovarsi nuovamente alle urne in una situazione molto difficile. Per questo motivo il governo di Antonis Samaras difficilmente accetterà nuove misure di austerità che la Troika tenterà di imporre, con effetti potenzialmente disastrosi se non si dovesse trovare un accordo soft.

Come se non bastasse anche la pratica Portogallo sembra tutt'altro che vicina ad essere archiviata, specie dopo le nuove bocciature da parte della Corte Costituzionale lusitana relativamente alla piano di austerità. Anche in questo caso non si esclude che possa essere varato un secondo piano di aiuti, per permettere al paese di ritornare a finanziarsi sui mercati.

Gli squarci nel velo di morfina steso dalla Banca Centrale Europea negli ultimi mesi sulla crisi europea si fanno continuamente più profondi: la speranza resta una crescita economica più forte del previsto che riesca a tirar via del guado anche i Paesi più in difficoltà. O un miracolo, che in una situazione politica ed economica come quella europea è la stessa cosa.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55209/20130902/germania-buco-grecia-schauble-austerita.htm

 

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