La Russia minaccia, ma l'Ucraina continua a volere l'Unione Europea

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Nonostante le minacce provenienti dalla Russia l'Ucraina sembra sempre più intenzionata ad avvicinarsi all'Unione Europea fino ad entrare nella stessa: il presidente ucraino Viktor Yanukovich, indirizzando la Verchovna Rada, ovvero il Parlamento, ha affermato che i deputati devono spingere per l'approvazione delle leggi necessarie per arrivare all'accordo di associazione con l'Unione Europea.

  

Yanukovich ha chiesto al Parlamento di accelerare l'approvazione delle riforme richieste, a cominciare dal sistema giudiziario, dalle funzioni del procuratore e del Ministero dell'Interno. Nel frattempo dovrebbe essere portata avanti anche la riforma del codice di procedura penale e quella delle professioni legali, nonché la liberalizzazione del regime dei visti UE per l'Ucraina. Kiev, insomma, si appresta a svolgere il compitino assegnatole da Bruxelles, che chiede ai propri partner di rispettare determinate condizioni non solo economiche, ma anche politiche, come, ad esempio nel caso ucraino, il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo.

A nulla sembrano quindi essere valse le ritorsioni attuate da Mosca, che teme che l'entrata dell'Ucraina all'interno della sfera di influenza dell'Unione Europea possa avere conseguenze negative per l'economia russa. Oltre agli ovvi "suggerimenti" diplomatici Mosca ha promosso azioni pratiche: alla metà del mese di agosto, ad esempio, la Russia aveva impedito il passaggio di beni di produzione ucraina alla dogana, tenendoli bloccati per una settimana.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva intanto minacciato di applicare misure protezionistiche insieme agli altri partecipanti dell'unione doganale, ovvero Bielorussia e Kazakhstan, nel caso in cui l'ex repubblica sovietica decidesse di liberalizzare il regime doganale con l'Unione Europea.

Kiev però sembra voler andare comunque sulla propria strada: la firma dell'accordo di associazione e di libero scambio è previsto per la fine di novembre a Vilnius, la capitale della Lituania attualmente presidente di turno della UE.

Non è tuttavia certo che l'accordo verrà effettivamente firmato: le riforme richieste da Bruxelles infatti riguardano anche il rispetto delle libertà fondamentali compreso lo stop alle persecuzioni politiche, come ad esempio nel caso di Yulia Timoshenko condannata a 7 anni di reclusione per abuso d'ufficio: secondo Europa e Stati Uniti la donna sarebbe una perseguitata politica e la Corte europea dei diritti dell'uomo nell'aprile del 2013ha ritenuto che il carcere preventivo cui è stato sottoposta la donna è stato frutto di una decisione arbitraria e illegale.

Yanukovich ha già graziato diversi oppositori politici, ma il caso della Timoshenko è diverso, poiché rappresenterebbe una sconfitta per il presidente e ne metterebbe in pericolo la rielezione nel 2015, cui vuole arrivare con poteri sempre più forti. Yanukovich ha bisogno della UE, poiché senza rischia di ridurre l'Ucraina ad uno Stato satellite della Russia, di cui egli diventerebbe una marionetta. Una partnership con l'UE gli permetterebbe di staccarsi da Mosca e consolidare la propria posizione.

L'UE, dal canto suo, non vede di buon occhio né le velleità autoritarie di Yanukovich né le minacce russe, pertanto è possibile che in futuro verranno promosse forme di collaborazione "soft", ovvero solo in determinati settori, come nel fondamentale campo della politica energetica.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55275/20130903/ucraina-ue-unione-europea-russia-libero-scambio.htm

 

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