Berlusconi affonda la borsa di Milano. Il resto del mondo vede la ripresa, l'Italia resta indietro.

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La storia è la stessa da ormai un decennio a questa parte: la borsa italiana risulta essere fra le più deboli fra quelle delle economie avanzate, e molto è dovuto ad un quadro economico strutturalmente in sgretolamento, anche grazie ad una politica che proprio non riesce ad occuparsi del Paese invece che degli interessi di pochi.

  

La giornata odierna ha ben dimostrato queste difficoltà: mentre il mondo pensa a questioni un po più serie, dalla Siria alla ripresa economica, entrambi temi nel prossimo G20 di San Pietroburgo che si terrà il 5 e il 6 settembre, l'attenzione in Italia è tutta per il problema della decadenza di Silvio Berlusconi, che minaccia di staccare la spina al governo Letta, attualmente ultimo baluardo fra la parvenza che in Italia ci sia un governo e il caos elettorale. Risultato: la borsa italiana affonda mentre le altre restano a galla.

L'ex primo ministro, condannato in via definitiva per frode fiscale, non vuole perdere lo scudo offerto dai residui di immunità parlamentare previsti dall'articolo 68 della Costituzione, ed è disposto a far saltare il banco (e l'Italia) pur di mantenerlo. Purtroppo questo gioco di una persona controlla l'intero Paese e rischia (come da un decennio a questa parte del resto) di non fare bene all'economia, insieme ad altre manovre suicide, dalla inefficiente e iniqua trasformazione dell'IMU in una tassa con un nome diverso, che graverà più sui più poveri e meno sui più ricchi (come il talebano dell'abolizione Renato Brunetta ben sa, visto che risparmierà circa 3000 euro, che verranno pagati dagli affittuari) fino all'introduzione della Tobin tax, che rischia di essere la pietra tombale per il mercato finanziario e per il suo corretto funzionamento, fondamentale per lo sviluppo della cosiddetta economia reale e per la creazione di nuovi posti di lavoro, specie in un Paese dove raramente gli istituti finanziari hanno fatto correttamente il proprio mestiere.

Dopo una giornata di crisi a causa dell'inasprirsi della crisi siriana, le borse, in seguito all'apertura di Wall Street, sono riuscite a recuperare perdite anche profonde chiudendo praticamente tutte in territorio positivo. L'eccezione è proprio la Borsa di Milano, che chiude in ribasso dell'1,35 per cento, abbondantemente maglia nera rispetto ad indici che vanno dal +0,16 per cento della Borsa di Parigi al +0,53 per cento dell'Ibex di Madrid, spinto dal miglioramento del quadro economico spagnolo.

Rimbalzi anche più consistenti alla Borsa di New York, con gli indici che recuperano fra il mezzo punto e l'intero, in attesa della pubblicazione del Beige Book della Federal Reserve, che darà una scorsa alle condizioni economiche correnti.

L'euro rimbalza per l'ennesima volta sulla media mobile a 200 periodi e recupera 1,32 contro il dollaro, in attesa, come ogni primo giovedì del mese, del meeting di politica monetaria della Banca centrale europea e della conseguente conferenza stampa del presidente Mario Draghi prevista per le 14:30.

Il mondo, nonostante tutto, tenta di riprendersi, e a quanto pare ci sta riuscendo: l'unica eccezione, fra i Paesi avanzati, resta l'Italia. Chissà perché.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55345/20130904/berlusconi-borsa-mondo-ripresa.htm

 

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