Draghi certifica la ripresina, mentre la crescita si rafforza negli USA

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Tassi confermati a Francoforte: il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi afferma che la ripresa è timidamente in atto, che gli indicatori economici sono in miglioramento e che l'istituto da lui guidato è pronto a mantenere i livelli dei tassi d'interesse accomodanti per tutto il tempo che sarà necessario.

  

Il tasso di riferimento resta dunque fermo allo 0,50 per cento, minimo storico, mentre Draghi può permettersi di vedere un po' più rosa: la crescita economica del 2013 dovrebbe essere meno negativa del previsto, passando dal -0,6 precedente all'attuale -0,4 per cento, mentre l'inflazione dovrebbe salire all'1,5 per cento rispetto al precedente 1,4.

Limate invece le aspettative per il 2014: mentre resta confermata una inflazione all'1,3 per cento, la stima della crescita economica è stata tagliata da +1,1 a +1 per cento.

«I germogli della ripresa sono ancora molto molto verdi» ha detto il presidente della Banca centrale europea nel corso della consueta conferenza stampa, confermando che la ripresa europea è ancora soggetta a debolezze e fragilità.

Discorso diverso (o almeno così sembra) per gli Stati Uniti: l'indice ISM non manifatturiero vola a 58,6 punti dai precedenti 56, battendo gli economisti che si aspettavano in media un calo a 54,5. Si tratta della lettura più alta dal dicembre 2005. Sale anche il sotto indice relativo all'occupazione, che passa da 53,2 a 57 punti, segnalando un certo rafforzamento anche da questo punto di vista.

Questa lettura, combinata con il dato sui nuovi sussidi di disoccupazione richiesti (scesi a 323 mila unità), è un ulteriore rafforzamento dei timori di tapering (annunciato a maggio e collegato al miglioramento del mercato del lavoro), ma sarà comunque necessario leggere il report sul mercato del lavoro, che verrà rilasciato venerdì 6 settembre, prima di poter ottenere indicazioni più precise sulle possibili mosse della Federal Reserve circa l'effettiva fine della politica di quantitative easing.

Mentre le borse europee e americane reagiscono senza eccessivi scossoni, rimanendo moderatamente positivi in prossimità della chiusura del Vecchio Continente (ore 17), l'euro si deprezza rispetto al dollaro, crollando in area 1,31, sui minimi dal 21 luglio scorso.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55404/20130905/ripresina-draghi-tassi-bce-ism-usa.htm

 

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