Il credito in Italia, le banche non si fidano: prestiti al -3,3% e sofferenze in aumento

Martedì 10 Settembre 2013 08:45 InvestireOggi.it Economia - Macroeconomia
Stampa

Il credito all'economia italiana è ancora, decisamente, in alto mare. Il 'complesso' meccanismo ha ancora troppi ingranaggi bloccati per tornare a funzionare nella maniera più opportuna.

  

Nel mese di luglio il credito all'economia ha subìto l'ennesima contrazione: il problema, ovviamente, è dal lato dell'offerta, non di certo da quello della domanda. Ecco allora un che secondo dato, che vive ormai in simbiosi con il primo, ci aiuta a decifrare meglio i segnali della realtà economica del Bel Paese: sempre nel mese di luglio sono tornate ad aumentare le sofferenze bancarie dal 21,9 al 22,2% in un mese.

I dati in questione giungono direttamente dall'ultimo paper della Banca d'Italia: i prestiti al settore privato calano del 3,3% (flessione tendenziale) con i prestiti alle famiglie che segnano l'ulteriore deterioramento rispetto a giugno (dal -1,0 all'attuale -1,1%) e quelle alle imprese in calo, come a giugno, del 4,1%. Chiude lo scenario il tonfo della raccolta obbligazionaria in calo, dopo il precedente -4,2% di giugno, del 6,3%.

L'impossibilità di una sana procedura di valutazione dei rischi porta a quel razionamento del credito che tutti possiamo ora osservare. Gli stessi tassi di interesse, cumulati con le spese 'accessorie', parlano chiaro: i finanziamenti alle famiglie, nel mese di luglio, per l'acquisto delle abitazioni sono arrivati al 3,96% contro il 3,90% di giugno. Calano lievemente, invece, quelli di importo più modesto destinati al credito al consumo che passano dal 9,55% di giugno al 9,52% di luglio. Per le imprese la musica non cambia: tassi in risalita dal 4,30 al 4,41% per i finanziamenti sotto il milione di euro e dal 2,77 di giugno al 2,96% di luglio per gli importi superiori.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55600/20130910/credito-italia-bankitalia-banche-interessi-prestiti-famiglie-imprese-sofferenze-rischi-razionamento.htm