"Dalla caduta alla ripresa", così Confindustria prospetta il nuovo scenario economico italiano

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Dopo le parole di Visco, in merito alla ripresa italiana, che rischia di essere compromessa a causa dell'instabilità politica italiana, ora è il turno di Confindustria ad esprimersi sull'arrivo dell'Italia al "punto di svolta", che consentirà di uscire dalla recessione e di avviarsi verso la ripresa.

  

Nel rapporto, il Centro di studi di Confindustria disegna uno scenario economico su cui inizia a tornare il sereno, con l'interruzione della caduta del Pil nel terzo trimestre e il ritorno di variazioni positive (+0,3%) nel quarto. Le stime, dunque, ne indicano una contrazione dell'1,6%, contro l'1,9% delle previsioni di giugno, ed una crescita dello 0,7% per il 2014, rispetto al precedente 0,5%, grazie soprattutto all'export, che passa dall'1,4% al 2,9%. 

Tra i fattori analizzati, ampio spazio all'andamento dei conti pubblici, per i quali, oltre alla previsione di  un rialzo delle stime del Pil, è previsto il mantenimento del rapporto deficit/Pil entro il 3% nel 2013 ed intorno al 2,6% nel 2014. Il rapporto debito/Pil, invece, è stimato intorno al 131,7% per quest'anno e al 132,3% per il prossimo.

L'attenzione è rivolta anche al mercato del lavoro, la cui emergenza fatica a rientrare a causa della lentezza della ripresa. Sono, pertanto, urgenti provvedimenti al fine di di innalzare la crescita sostenibile e aumentare l'occupazione. Secondo il rapporto, il tasso di disoccupazione si stanzierà attorno al 12,3% nell'ultimo trimestre dell'anno (12,1% su base annua), rimanendovi per tutto il 2014, nonostante le stime, per il prossimo anno, vedano un lieve aumento dell'occupazione, +0,1% pari a 14 mila unità. Tuttavia, la variazione media, su base annua, rimarrà negativa, pari allo 0,2%, rispetto al -1,6% del 2013. La domanda di lavoro inizierà nuovamente a crescere a partire dalla prossima primavera.

Infine, tra gli ostacoli alla ripresa è da segnalare anche la pressione fiscale, che nel 2013 toccherà il record del 44,5% del Pil e che rimarrà alta anche nel 2014 (si stima intorno al 44,2%). Se si considera la pressione effettiva, escluso il sommerso, si passerà dal 53,5% di quest'anno al 53,2% del prossimo. Nel rapporto, il Csc sottolinea che "la riduzione dell'imposizione sul reddito da lavoro e impresa è vitale per riportare il Paese su un più alto sentiero di sviluppo. Assieme agli interventi, più volte ricordati, che riguardano burocrazia, infrastrutture, capitale umano e finanza di impresa".   

L'economia italiana sembrerebbe entrare in sintonia, anche se molto lentamente, con il clima economico positivo mondiale, più resistente e duraturo, ma ciò che più le manca è la stabilità politica, necessaria per risaldare la fiducia di imprese e consumatori. La precarietà politica provoca negli investitori esteri un sentimento di maggiore diffidenza e sfiducia (si veda lo spread Btp/Bund e quello Bonos/Bund), e tiene a livelli bassi la competitività e la crescita del Paese. Confindustria, pertanto, esorta ad un rapido intervento del Governo, attraverso la prossima legge di Stabilità, per ridurre il cuneo fiscale e contributivo ed abbattere l'eccessivo carico fiscale che grava sul lavoro e sulle imprese. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55680/20130911/confindustria-ripresa-pil-svolta.htm

 

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