Indonesia, proposte tardive riforme economiche per fermare il deflusso di capitali

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L'Indonesia vuole prendere di petto la crisi economica in cui sta piombando a causa dell'annunciato tapering della Federal Reserve statunitense per fare le riforme necessarie e far ritornare i capitali in uscita, e dunque rendere il paese un posto migliore per fare investimenti.

  

È questa la strada tracciata dal ministro delle Finanze Chatib Basri, interpellato dal Financial Times. Il ministro è stato nominato lo scorso maggio, proprio mentre le parole del presidente della Fed Ben Bernanke annunciavano la possibile fine del quantitative easing nel prossimo futuro.

L'annuncio della tapering ha scatenato nelle scorse settimane una forte vendita di asset in valute di molti mercati emergenti, come India, Brasile, Sudafrica, Turchia e appunto Indonesia, paesi caratterizzati da squilibri nei conti e mancate riforme economiche.

Il denaro della Federal Reserve, come noto, ha spinto molti investitori a cercare rendimenti nei paesi emergenti, ma in molti casi questo flusso di denaro si è tradotto più in investimenti finanziari che in investimenti reali: in molti casi le autorità non hanno approfittato di questo denaro per imporre riforme economiche, bensì per mantenere inefficienze, come dei generosi sussidi.

Come risultato la crescita economica del Indonesia sta rallentando (il Fondo monetario internazionale, ad esempio, ha abbassato la sua previsione per il 2013 dal 6,3 per cento al 5,25 per cento), mentre l'inflazione torna a rialzare la testa (verso il 10 per cento, secondo la banca centrale), cui si aggiunge il fatto che il prossimo anno vi saranno le elezioni presidenziali, e l'attuale presidente, in carica dal 2003, non è rieleggibile, aggiungendo altre venature di incertezza che non piacciono agli investitori.

Nel tentativo di fermare il declino della Rupia indonesiana la banca centrale ha aumentato i tassi di interesse alla fine di agosto e potrebbe farlo nuovamente nella riunione prevista giovedì: una tale mossa, tuttavia, avrà come probabile conseguenza un ulteriore rallentamento dell'attività economica.

Il ministro delle Finanze, tuttavia, ha annunciato di voler ribaltare la politica economica protezionista sinora attuata dal governo, aprendo nuovi settori dell'economia a investitori stranieri e alleggerendo le restrizioni sul commercio.

L'opposizione locale a queste riforme è però forte, e non è detto che si riescano ad implementarle completamente: in ogni caso è difficile che si avrà un cambiamento di rotta nel breve periodo, e il rallentamento indonesiano dovrebbe continuare. Tuttavia se il governo dovesse riuscire tempestivamente a implementare le proposte economiche e a spingere sulle infrastrutture, piuttosto malridotte, è possibile che nei prossimi anni Giacarta ritornerà ad essere un polo interessante per gli investimenti.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55701/20130911/indonesia-riforme-capitali-rupia-tapering-basri.htm

 

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