L'Europa attende, il Mps è un cantiere aperto: ecco i piani per il futuro

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Il Monte dei Paschi è in continua evoluzione. Il primo passo era stato fatto rompendo, definitivamente, i ponti con il suo burrascoso passato attraverso il rinnovo dei vertici e la contabilizzazione definitiva delle perdite. Dopo quel 'momento zero' iniziava la nuova vita della banca senese. L'istituto, però, mostrava ancora i 'postumi' del recente passato ed ecco, quindi, che la seconda rivoluzione arriva su 'gentile richiesta' dell'Europa. Il commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia, è stato chiaro: al Monte dei Paschi serve un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro per rafforzare il patrimonio e restituire anticipatamente parte del pacchetto dei "Monti Bond".

  

Una missione "difficile ma non impossibile" la definisce l'amministratore delegato MPS Fabrizio Viola. I fondi da reperire entro il 2014 sono tanti, la fiducia degli agenti di mercato decisamente poca. Proprio questo 'cattivo feeling' con i mercati ha dato il via alla girandola di ipotesi legate al 'come' Rocca Salimbeni accontenterà le richieste di Bruxelles. La prima, la più 'fantasiosa' e meno plausibile, passerebbe per la cessione di Antoveneta: un vero e proprio harakiri, difficilmente realizzabile per costi (minusvalenze) e difficoltà organizzative.

Un solido piano di ristrutturazione sarebbe quanto desiderato dai vertici della banca. Nella mente di Viola si partirebbe subito con un programma di dismissioni effettuato su più livelli: sotto la scure finirebbero alcuni immobili, il segmento del credito al consumo (Consum.it), le attività di leasing e di factoring e, ciliegina sulla torta, la chiusura di ulteriori cento agenzie che andrebbero a fare 'compagnia' alle altre 400 già accantonate nel recente passato.

La spending review, comunque, non si fermerebbe qui: l'obiettivo ambito sarebbe un massiccio piano di esternalizzazioni. E' in dirittura d'arrivo il passaggio delle attività di back-office (1089 dipendenti) alla Bassilichi-Accenture: la joint venture parte da un giro d'affari da 80 milioni di euro l'anno e sarà basata su un contratto di quindici anni con il Monte dei Paschi. Il desiderio di Viola, sotto questo particolare aspetto, non si esaurisce qui: la volontà sarebbe, infatti, quella di portare all'esterno anche tutto il comparto dell'Information Technology (1300 dipendenti).

Il mancato raggiungimento del target fissato da Bruxelles porterebbe inesorabilmente alla nazionalizzazione della banca: una soluzione che vorrebbero evitare tutte le parti chiamate in gioco. La soluzione vociferata dell'entrata di nuovi soci attraverso un azionariato diffuso, poi, sembra veramente poco percorribile. L'unica alternativa, allora, sarebbe quella di trovare un nuovo partner (quasi sicuramente straniero): anche qui, voci su voci, sarebbe saltato fuori dal cilindro il nome del colosso Bnp Paribas.

"Banca Mps è fiduciosa di portare a termine con successo l'elaborazione del nuovo piano e che lo stesso costituirà in futuro un elemento di attrattività nei confronti del mercato (...) Il management della banca ha già avviato le azioni necessarie per recepire le linee guida del piano, che sarà sottoposto all'approvazione del consiglio d'amministrazione il 24 settembre". Il passo successivo, poi, sarà quello di inviare il tutto a Bruxelles, passando per il Ministero del Tesoro nostrano, per poi aspettare - al massimo - due interminabili mesi per avere una risposta definitiva dell'Europa.

Il Monte dei Paschi sta scrivendo il suo futuro, di nuovo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55718/20130912/monte-dei-paschi-siena-europa-bruxelles-almunia-aumenti-capitale-nuovi-soci-bnp-paribas-esternalizza.htm

 

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