UE propone nuove regole nel mercato delle telecomunicazioni. Roaming gratuito

E-mail Stampa PDF

La Commissione Europea ha presentato un nuovo piano per le telecomunicazioni per la realizzazione di un singolo mercato europeo, definito "il più ambizioso in 26 anni di riforma del mercato delle telecomunicazioni". La direttiva propone un pacchetto di misure dirette alla progressiva eliminazione delle tariffe di roaming, che avverrà a partire da luglio 2014, al contenimento delle maggiorazioni applicabili alle chiamate intra-europee, alla presentazione della neutralità di Internet, alla maggiore stabilizzazione delle tariffe applicate dagli operatori storici, nonché alla semplificazione delle regole e a maggiori diritti per i consumatori.  Si tratta di una vera e propria rivoluzione del settore, una ristrutturazione del mercato europeo, oggi frammentato in 28 mercati nazionali e con oltre 100 operatori di telefonia mobile. L' idea di fondo, dunque, si sostanzia nella riduzione delle differenze di regole che ancora permangono tra i diversi Paesi europei e che indeboliscono gli operatori.

  

Il nuovo piano beneficerà i consumatori, i quali godranno di maggiori diritti, quali maggiore facilità nel cambio di contratto, diritto a concludere un contratto di 12 mesi, con la possibile rescissione dopo 6 mesi dalla sottoscrizione, diritto di rinuncia se la velocità d'accesso alle reti non è rispettato come da accordo. Inoltre, nel piano, spazio anche alla "neutralità di internet": sarà proibito il blocco e la limitazione dei contenuti Internet e ciascun cliente avrà accesso ad un Internet aperto e senza restrizioni, indipendentemente dal costo e dalla velocità degli abbonamenti.

A partire dal luglio 2014, dunque, le chiamate in entrata saranno gratuite, mentre per quelle in uscita, sms e traffico dati gli operatori potranno fornire due opzioni: la prima, consistente in un piano tariffario unico nazionale/estero, che copra il 70% della popolazione europea (e/o i 17 stati membri) con l'obbligo di estensione a tutti i piani entro luglio 2016, oppure che copra il 30% (e/o i 10 stati membri) ma con il roam like at home obbligatorio in tutti i piani tariffari da subito, al fine di raggiungere la copertura del 70% nel giro di due anni. In alternativa, i consumatori saranno liberi di scegliere un altro operatore, una volta giunti all'estero.

Neelie Kroes, commissario europeo per l'agenda digitale nella Commissione di Barroso dal 2010, anticipando il contenuto della direttiva, rivela che la Commissione Europea ha escogitato un vero e proprio trucco: "qualora gli operatori telefonici non rinuncino al roaming, i clienti potranno ottenere un nuovo contratto telefonico per tutto il periodo di permanenza all'interno di un altro stato europeo". In tal modo, "le compagnie telefoniche dovranno permettere ai clienti di passare da un operatore all'altro, altrimenti dovranno rinunciare agli extra introita garantiti dal roaming", spiega. Il Presidente della Commissione Europea Barroso ha dichiarato che "ulteriori progressi verso un mercato unico europeo delle telecomunicazioni sono fondamentali per gli interessi strategici dell'Europa e per il suo progresso economico".

Alla notizia, gli operatori di telefonia mobile non hanno reagito bene, anzi la proposta della Commissione ha creato un clima di opposizione, in particolare per le compagnie telefonie del Sud Europa, in cui vi è maggiore affluenza di cittadini europei nel periodo vacanziero. Già nel 2007 l'Unione Europea aveva tentavo di eliminare il roaming, trovando la contrapposizione degli operatori, i quali giustificarono la propria posizione sostenendo di subire eccessive perdite. Oggi lo scenario si ripete: gli operatori accusano la Commissione di voler strumentalizzare la proposta del Mercato Unico delle Telecomunicazioni, in vista delle prossime elezioni europee. Il principale motivo di contrarietà alla proposta è la garanzia di profittevoli entrate derivanti dal roaming, che in questo modo gli operatori vedrebbero sfumare. Dal 2007, il sovrapprezzo pagato dagli utenti è sceso a 24 centesimi al minuto, per le chiamate effettuate dall'estero, e a 7 centesimi al minuto, per le chiamate ricevute. Dal 1 luglio prossimo, invece, le prime scenderanno a 19 centesimi, mentre le seconde a 5 centesimi, ossia 35 centesimi in meno rispetto ai limiti imposti dalle norme vigenti. L'invio di un sms passerebbe da 11 centesimi a 6 nel luglio 2014, traducibile in circa 15 miliardi di meno.

A fronte di un'eccessiva frammentazione, il mercato europeo delle telecomunicazioni dovrebbe cercare di accettare il piano di ristrutturazione, al fine di contare su una politica coesa e forte che sappia implementare con rapidità piani innovativi, permettendo così agli operatori europei di accrescere e consolidare  la propria posizione sul mercato.  

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55728/20130912/roaming-telecomunicazioni-commissione-europea.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili