Mps, Mussari: l'uomo delle larghe intese tra banca e politica

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Le larghe intese non sono solo a livello politico, il cui emblema è il governo Letta, ma anche in banca, precisamente al Monte dei Paschi di Siena. Questo è quanto emerge da alcune intercettazioni risalenti al 2010 tra l'ex presidente dell'istituto senese Giuseppe Mussari e una moltitudine di uomini politici provenienti, nel pieno rispetto della par condicio, da destra e da sinistra.

  

Conversazioni telefoniche sarebbero state acquisite agli atti dai pm Giuseppe Grosso, Antonio Nastasi e Aldo Natalini, impegnati nell'inchiesta legata al caso Antonveneta. Il contenuto delle intercettazioni, come già detto, porta alla luce una serie di rapporti intrattenuti anche con 'insospettabili' provenienti da un'area politica diametralmente opposta rispetto a quella che viene attribuita al Monte dei Paschi, in un elenco che vede insieme tutte le espressioni animalesche affibbiate al mondo politico: dalle 'pitonesse' ai 'falchi' fino alle 'colombe'.

Si passa così dal neo giudice della Corte costituzionale Giuliano Amato, a Romano Prodi, Matteo Renzi, Pierluigi Bersani per poi virare a destra con Guido Crosetto, Gianni Letta, Daniela Santanchè e persino dal neo condannato Silvio Berlusconi, tutti bisognosi dell'aiuto di Mussari in un turbinare di cene e finanziamenti.

Il 17 marzo, ad esempio, l'ex presidente del Monte dei Paschi viene contattato dal già citato Gianni Letta:"E' possibile concedere al Teatro Biondo di Palermo un extrafido di 1.5 miliardi di euro garantito da finanziamenti assicurati dalla Regione e dal Comune", richiesta di cui Mussari si occuperà, risponde, "immediatamente". Qualche giorno dopo, il 25 marzo, la 'pitonessa' Santanchè chiede all'allora presidente di Mps un incontro per metterlo di fronte a Giampaolo Angelucci della Tosinvest, suo socio, mentre nello stesso periodo, mentre si trovava a Roma, Mussari fu ricevuto da Guido Crosetto (allora sottosegretario alla Difesa) incontrandolo direttamente negli uffici del ministero.

Nel mese di aprile, a partire dal 6 e successivamente il 19 e nei giorni seguenti, Mussari ha uno stretto giro di colloqui con alcuni esponenti del Pd tra cui D'Alema, Bersani, Renzi e Letta (Enrico): mentre si trova ancora nella Capitale l'ex presidente della banca senese incontra anche Franco Ceccuzzi, deputato che si dimise per correre (e vincere) alle comunali di Siena del 2011, dicendogli di aver informato Massimo D'Alema delle sue intenzioni:"A tal proposito - diceva Mussari a Ceccuzzi - D'Alema ha detto di voler prima sentire Casini".

Ma uelle che rimangono più impresse, probabilmente, sono quelle tra l'ex presidente del Monte dei Paschi e Giuliano Amato, fresco di nomina a giudice della Consulta: i due si sentirono due volte, il 14 febbraio e il primo di aprile. Nella prima conversazione l'ex presidente del consiglio chiedeva a Mussari se fossero veri i rumors "circa la sua candidatura all'Abi (Associazione Bancaria Italiana)", voci confermate dall'allora presidente del banco che incassò il sostegno di Amato.

Il primo giorno di aprile del 2010, invece, Giuliano Amato chiama Mussari e gli dice:"Mi vergogno a chiedertelo ma per il nostro torneo ad Orbetello (di tennis, ndr). È importante perché noi siamo ormai sull'uso... Che rimanga immutata la cifra della sponsorizzazione. Ciullini ha fatto sapere che insomma il Monte vorrebbe scendere da 150 a 125". " Va bene. Ma la compensiamo in un altro modo" lo rassicura il presidente, al che Amato gli ribadisce che altrimenti non saprebbe cosa fare, chiedendo a Mussari di trovare un gruppo. E quest'ultimo, sempre pronto a concedere favori agli 'amici', rassicurante gli risponde:"Lo trovo. Contaci".

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55805/20130913/mps-intercettazioni-mussari-amato-bersani-berlusconi.htm

 

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