Argentina, carcere per gli economisti. Il governo continua a sotterrare i problemi

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L'Argentina prosegue nel suo tentativo di sotterrare i problemi invece di affrontarli, nella speranza che spariscano da soli: le ultime da Buenos Aires parlano di Gullermo Moreno, segretario al commercio argentino, che ha richiesto un'indagine penale a carico dell'economista Marcelo Orlando Ferreres, accusato di diffondere misure irregolari dell'indice dei prezzi al consumo del paese sudamericano.

  

Come noto l'Argentina ha un grave problema di inflazione, che secondo i dati ufficiali è tuttavia contenuta entro il 10 per cento. Questo dato, tuttavia, non è ritenuto veritiero dal Fondo monetario internazionale, che negli scorsi mesi ha ammonito l'Argentina a riguardo, minacciando l'espulsione se l'istituto di statistica nazionale (INDEC) non dovesse rendere nota una misura veritiera dell'inflazione attraverso una metodologia verificabile.

Che il dato diffuso dall'INDEC sia falso è per molti pacifico: nonostante un tasso di inflazione al 10 per cento, infatti, altri indicatori mostrano che probabilmente i prezzi al consumo viaggiano ad un prezzo doppio rispetto a quanto dichiarato dal governo.

I rinnovi contrattuali, ad esempio, vengono negoziati con i sindacati prevedendo un tasso di aumento dei salari intorno al 25 per cento, che, curiosamente, è vicino a quello relativo alla crescita degli aggregati monetari: due indizi molto forti che spingono più di un osservatore a ritenere la stima governativa inaffidabile, per non dire semplicemente falsa.

Ferreres è uno dei vari economisti che sta tentando di rompere questo velo di bugie attraverso differenti misurazioni del tasso, ed è stato accusato pertanto del reato di aggiotaggio, e rischia pertanto una condanna da sei mesi a due anni di prigione: l'accusa è che sarebbero gli economisti a dichiarare un tasso di inflazione palesemente falso, secondo il governo per avere vantaggi finanziari. In passato gli economisti erano già stati multati per 500mila pesos.

Il Paese continua dunque sulla sua strada verso il settimo default della sua storia, dodici anni dopo l'ultimo, ma piuttosto che risolvere le grandi problematiche del paese (come un sistema di sussidi palesemente sbilanciato e perennemente in perdita, che ha più volte è costretto il governo a varare misure mostruose per racimolare capitali ed evitarne l'inevitabile fuga) l'esecutivo preferisce rompere il termometro della crisi.

Stupisce intanto la creatività con cui il governo continua a tenere a galla la barca, ma prima o poi bisognerà toccare le fredde acque della realtà, e se il Fondo monetario internazionale deciderà di dare seguito alla minaccia di espulsione e molto probabile che Buenos Aires non potrà neppure attingere a finanziamenti internazionali per tamponare la falla.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55824/20130913/argentina-carcere-economisti-crisi.htm

 

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