Corsa alla Fed: Summers, l'uomo della deregolamentazione finanziaria, si è ritirato

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Lawrence Summers, uno dei favoriti alla corsa per succedere a Ben Bernanke (secondo molti il favorito per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che avrebbe dovuto nominarlo) ha deciso di ritirarsi dalla corsa per la successione.

  

Dopo l'indiscrezione rivelata dal Nikkei Times, che dava per certa la nomina dell'ex segretario al Tesoro, si sono inasprite le critiche contro Summers: 400 economisti e oltre avevano sottoscritto una lettera nella quale chiedevano ad Obama di nominare Janet Yellen alla più alta poltrona di Eccles Building, mentre un terzo dei senatori democratici che avrebbero dovuto scrutinare il designato prima che questi affrontasse il voto dell'aula che avrebbe dovuto confermarlo avevano espresso la propria contrarietà.

Sono molti i fattori che hanno pesato contro Summers: quando fu segretario al Tesoro alla fine del mandato di Bill Clinton, fu uno dei protagonisti della proseguimento della cosiddetta Rubinomics, dal nome del predecessore che promosse l'ultima fase di deregulation del sistema finanziario americano, iniziata negli anni Ottanta sotto la presidenza Carter, proseguita sotto quella Reagan e culminata con il collasso di Lehman Brothers del 2008 e la conseguente crisi finanziaria ed economica degli ultimi cinque anni.

In molti non hanno fatto mea culpa per gli eventi di quegli anni, nonostante fosse evidente che un settore sostanzialmente garantito dallo Stato come quello bancario non poteva essere soggetto a minori regole. Anzi, a partire dagli anni Ottanta, si sono sviluppati nuovi elementi di innovazione finanziaria che avrebbero dovuto essere a loro volta regolamentati per evitare le devastanti situazioni emerse negli anni successivi.

Altri motivi che hanno pesato sulla nomina di Summers sono stati inevitabilmente i suoi caratteri personali: il ruolo di presidente della Fed è molto delicato ed è necessario essere in grado di trovare un punto di incontro fra anime anche molto diverse all'interno dello stesso Comitato.

Summers invece è molto noto per il suo fare dispotico, da molti, specie durante la sua direzione dell'Università di Harvard, ritenuto un bullo: molto probabilmente avrebbe imposto lo stesso metodo di lavoro anche all'interno della Federal Reserve, rendendo molto più complicato il raggiungimento del consenso sulle manovre di politica monetaria, proprio in un momento in cui la delicatezza è d'obbligo. Mercoledì ad esempio è prevista una riunione del Comitato per le operazioni sul mercato aperto, che potrebbe prendere qualche decisione relativa al tapering, ovvero la riduzione del programma di acquisti di titoli che oggi procede al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese. Il successore di Bernanke avrà il compito di supervisionare questa fase, che avrà effetti fondamentali sui mercati e sulle economie reali di tutto il globo.

La strada sembra dunque essere spianata per l'attuale vice presidente della Fed, Janet Yellen, ritenuta una colomba focalizzata più sulla disoccupazione che sull'inflazione, e inoltre abituata alla ricerca del consenso grazie alla sua esperienza come banchiere centrale. Ma le alternative non mancano.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55920/20130916/fed-summers-ritiro-deregolamentazione.htm

 

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