Borse record nel quinto anniversario del crack Lehman

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A cinque anni di distanza dall'epocale crack del colosso statunitense Lehman Brothers Inc, le economie mondiali ancora non sono riuscite a lasciarsi alle spalle la crisi economica, tuttavia oggi diverse borse europee possono vantare nuovi massimi assoluti: il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,9%, portandosi sopra quota 8600 punti per la prima volta nella sua storia, il Cac40 di Parigi lo 0,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,6%, l'Ibex35 di Madrid lo 0,99% e il Ftse Mib lo 0,89%.

  

Il fallimento della più grande banca d'affari americana è stato il fulcro da cui è scaturita la crisi attuale,  che ha prima messo in ginocchio gli Stati Uniti, per poi affossare l'Europa e il mondo intero. Tutto ebbe inizio nell'agosto del 2007, quando la società chiuse la sua banca dedicata ai prestiti subprime, la BCN Mortgage, eliminando 1.200 posti di lavoro e registrando una perdita di 25 milioni di dollari. Lehman dichiarò che le scadenti condizioni del mercato dei mutui avevano reso necessaria la riduzione delle risorse e dei prestiti. Ancora tutt'oggi non è del tutto chiaro se tale situazione sia derivata dall'impossibilità della società di vendere titoli a basso rating relativi alla cartolarizzazione dei mutui oppure dal fatto di voler mantenere ampie posizioni nel settore dei mutui subprime. Vaste perdite si sono così accumulate per tutto il 2008 e nel luglio si prospettava una possibile liquidazione societaria.

Nell'agosto 2008, le azioni di Lehman guadagnarono il 16%, grazie alla notizia dell'acquisizione della banca ad opera della Korea Development Bank. La maggior parte di questi guadagni furono presto erosi dinanzi alla notizia delle difficoltà che la Korea Development Bank stava fronteggiando per soddisfare le autorità regolatrici e per attrarre partner per l'operazione. A seguito di tale notizia, il 9 settembre le azioni crollarono del 44,95%. In un clima di così grande sfiducia, le azioni persero  ulteriormente il loro valore, spingendo così l'indice S%P 500 più giù del 3,4% e il Dow Jones registrò una perdita di 300 punti.

Il 10 settembre 2008 Lehman annunciò la perdita di 3,9 miliardi di dollari e l'intenzione di liquidare una quota di maggioranza nelle loro attività di investment management, tra cui Neuberger Berman. La notizia fece scivolare il titolo a -7% e ad un ulteriore -40% all'annuncio della ricerca di un acquirente. 

Il 13 settembre 2008, l'allora presidente della Fed, Timothy Geithner, convocò una riunione nella quale si discusse sulla possibile liquidazione della società e durante la quale Lehman riferì di essere in trattativa con la Bank of America e Barclays per la possibile vendita della società. Il giorno seguente Barclays dichiarò sul The New York Times di aver posto fine all'acquisto a seguito del fallimento dell'operazione di liquidazione.  

Il 15 settembre Lehman così dichiarò di avvalersi della protezione da bancarotta, portando il crollo delle azioni dell'80% in fase di pre-apertura alla Borsa di Wall Street e un ribasso di 500 punti del Dow Jones.

Il fallimento di Lehman è il più grande nella storia delle bancarotte mondiali, superando il crac di WorldCom, il gruppo telefonico che finì in amministrazione controllata nel 2002. Secondo le stime internazionali, a seguito del collasso di Lehman sono stati distrutti circa 40 milioni di posti di lavoro; 127 mila risparmiatori italiani, ai quali erano state vendute polizze index e circa 6 miliardi di obbligazioni, sono stati a loro volta colpiti da quel collasso.

La bancarotta e la crisi susseguitasi non ha risparmiato nessuno, dal top manager al piccolo risparmiatore. Molteplici gli elementi critici portati alla luce dalla crisi, tra i quali quali la debolezza dell'Unione Europea, che ha sì una moneta unica, ma non ha una vera e propria banca centrale dotata dei poteri che hanno invece la Fed e le altre banche centrali mondiali, il che ha ventilato l'ipotesi della fine dell'euro a causa delle tensioni sui conti pubblici al suo interno. Il simbolo della crisi dell'eurodebito è la Grecia, la cui implosione ha riportato sul banco il rischio di conversione (cioè di uscita dall'euro) e messo in difficoltà il debito italiano, causando una vertiginosa risalita dello spread nel 2011, toccando il suo massimo nel novembre con oltre 500 punti base e sventolando rischi di default.  

Oggi sullo scenario internazionale e, in particolare, su quello europeo, si affacciano due notizie positive: la prima, l'inizio di una ripresa per le maggiori economie europee, quali Germania e Francia, che chiuderanno il 2013 in positivo. La seconda, il primo grande passo verso l'Unione Bancaria Europea. Il Parlamento Europeo ha infatti approvato la vigilanza unica bancaria, affidata alla Bce, la cui operatività è prevista per settembre 2014. Per Mario Draghi si tratta" di un reale passo in avanti per l'unione bancaria, che è un elemento chiave per una genuina unione economia e monetaria".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/55930/20130916/lehman-brothers-crisi-rialzo.htm

 

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