Crisi economica ed aumento dei suicidi: studio conferma il legame

E-mail Stampa PDF

  

IBTimes Italia - Dati: BMJ

La crisi economica globale è strettamente connessa all'aumento del tasso di suicidi nel mondo: è questo il risultato di uno studiopubblicato sul British Medical Journal. Per rendersene conto non era probabilmente necessario attendere una ricerca condotta con criteri scientifici, ma le cifre emerse in questa analisi danno una dimensione più precisa, e certamente preoccupante, del fenomeno.

Lo studio ha raccolto dati da 54 paesi in seguito all'inizio della crisi economica negli Stati Uniti nel 2008, ottenuti tramite l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i Centri per la prevenzione ed il controllo delle malattie USA ed il database World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale.

I ricercatori, provenienti dalle università di Hong Kong, Oxford e Bristol, hanno suddiviso i casi in base all'età: 15-24 (appena entrati nel mondo del lavoro), 25-44 (primi anni di impiego), 45-64 (ultimi anni di impiego) ed oltre i 65 (dopo il pensionamento). I dati, come detto, appaiono inquietanti.

Nel 2009 la crisi economica generò un aumento del tasso di disoccupazione del 37% ed un calo del prodotto interno lordo del 3%: parallelamente, nello stesso anno, il numero di suicidi è nettamente aumentato. Rispetto alla media prevista per l'anno, basata sul trend 2000-2007, oltre 5.000 uomini in più si sono tolti la vita, con gli aumenti più significativi registrati in Europa e nelle Americhe.

image

Aumento del numero dei suicidi

L'incremento è stato più marcato in Europa nella fascia d'età tra 15 e 24 anni, rispecchiando probabilmente le accresciute difficoltà d'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, mentre negli USA sono aumentati i suicidi nella fascia 45-64. Per contro, il tasso di suicidi tra le donne è cresciuto leggermente negli Stati Uniti, ed è rimasto sostanzialmente invariato in Europa.

"È più probabile che gli uomini siano i principali portatori di reddito in famiglia - sostiene la ricerca - e che siano quindi più colpiti dalla recessione delle donne. Possono andare incontro ad un grado di vergogna più alto confrontandosi con la disoccupazione, e sono meno inclini a chiedere aiuto".

I ricercatori ritengono che esista un nesso causale tra la crisi economica e l'aumento dei suicidi, ma non possono provarlo. Ad ogni modo, lo studio ha registrato anche un netto aumento del numero di tentati suicidi: "I tentativi non riusciti di togliersi la vita possono essere 40 volte più frequenti di quelli riusciti, e per ogni tentativo di suicidio circa 10 persone hanno pensato a togliersi la vita".

Ma il suicidio è solamente uno degli aspetti da prendere in considerazione. Commentando la ricerca sull'Independent, dil direttore del Centre for Crime and Justice Studies Richard Garside ha affermato che "alcuni possono riversare lo stress finanziario sugli altri, infilandosi nelle risse, aggredendo i propri partner o commettendo omicidi. La violenza può anche essere rivolta verso sé stessi, conducendo ad angoscia, depressione e, per alcuni, suicidio. Indipendentemente dagli argomenti economici a favore dell'austerity, l'aumento del tasso di suicidi è uno dei segni più chiari del suo costo umano".

[Fonte: British Medical Journal]

LEGGI ANCHE:

Mille litri di acqua potabile per centinaia di persone: accade nello Yucatan

Il vino contro la depressione: il rimedio naturale secondo uno studio

Il sonno protegge il cervello ed aumenta il numero di cellule cerebrali   

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56065/20130918/crisi-economica-suicidio-disoccupazione-lavoro-giovani-studio-ricerca.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili