Grecia, disoccupazione in calo, ma i tamburi dell'austerità tornano a rimbombare

E-mail Stampa PDF

Con inevitabile prudenza la Grecia tenta di rimbalzare dopo ben sei anni di recessione: secondo il ministro delle Finanze greco Yannis Stournaras, il prodotto interno lordo potrebbe aver trovato un fondale nell'abisso e rimbalzare su base trimestrale entro la fine dell'anno.

  

Dopo sei anni di previsioni riviste costantemente al ribasso, la Grecia tenta quindi di rialzare il collo e guardare in alto: rispetto alle stime precedenti risalenti a gennaio, che prevedevano un PIL in caduta della 4,3 per cento, nel 2013 l'economia greca dovrebbe contrarsi di "appena" il 3,8 per cento su base annua. Cala inoltre la disoccupazione che fra aprile e maggio è scesa al 27,1 per cento contro il precedente 27,4: si tratta del primo calo dal terzo trimestre del 2009.

L'economia greca aveva iniziato il suo percorso nell'abisso quando fu scoperto un clamoroso buco nei conti pubblici, che rivelò quanto il mal governo e la corruzione avessero danneggiato il Paese, entrato nell'area dell'euro con conti palesemente falsificati.

Si trattava tuttavia di una crisi economica tutto sommato circoscritta, e che si sarebbe potuta risolvere con una spesa modica e in minor tempo se solo l'Europa non avesse deciso di percorrere la strada dell'austerità: alla Grecia furono imposte riforme ferocemente regressive in cambio di un piano di aiuti da 110 miliardi di euro, poi saliti a 230 (e a quanto pare ne serviranno altri entro il 2014): il risultato fu una fase di prolungata recessione che ha fatto perdere un quarto della PIL, spinto nella stratosfera la disoccupazione (che nel caso dei giovani arriva intorno al 60 per cento) e scatenato rischi di contagio assopiti soltanto dall'intervento (al limite dello Statuto) della Banca centrale europea.

Non bisogna però trascurare le incognite: intanto la recessione prolungata, e il conseguente altissimo tasso di disoccupazione, specie di lungo periodo, ha inevitabilmente dissipato molto capitale umano, zavorrandone la crescita prossima ventura; inoltre, nonostante sia riuscita a raggiungere un avanzo primario, Atene continua ad avere un debito pubblico in crescita, ed i target imposti dai programmi di salvataggio non sembrano a portata di mano. A ciò si aggiunge l'ennesimo buco nei conti pubblici, che richiederà un nuovo intervento dei partner europei dell'ordine di 10-15 miliardi; non sarà tuttavia un aiuto gratuito, come al solito, ma nuove richieste di austerità, se dovessero essere accettate dal governo (che ultimamente si è rivelato piuttosto recalcitrante al riguardo), rischiano di spegnere anche queste scintille di rimbalzo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56110/20130919/grecia-disoccupazione-pil-crescita-trimestre-austerita.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili