Aggiornamento DEF, Pil stimato a -1,7%. Obiettivo deficit entro il 3% a rischio

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Quella di oggi si prospetta una giornata impegnativa per l'Italia. In attesa dell'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del Def, il documento di economia e finanza, i dati contenuti della Nota di aggiornamento non sono rassicuranti.

  

Sebbene sia quasi giunta al termine, la recessione continua a gravare pesantemente sull'economia italiana.  Il Tesoro, infatti, rivede al ribasso le stime del Pil del 2013, che si contrae dell'1,7%, rispetto al -1,3% stimato ad aprile, mentre nel 2014 dovrebbe mostrare una crescita dell'1% e non più dell'1,3% prevista in primavera. Dopo il 127% del 2012, previsto anche un peggioramento del debito pubblico, che continuerà a crescere fino a superare il 130% per il 2013, per poi scendere lievemente il prossimo anno.

Punto dolente è la soglia del 3% del rapporto deficit/Pil: il livello tendenziale sul quale viaggia il rapporto è stimato dell'3,1%. Visioni contrastanti sulla questione arrivano dal Governo. Il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta indica la somma di 1,5 miliardi di euro necessari per mantenere il rapporto deficit/Pil entro il 3%. Più ottimista il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato, secondo il quale l'Italia non sforerà la soglia, bensì vi resterà all'interno. Visione ottimista anche quella del ministro del Lavoro Enrico Giovannini, il quale ritiene che il deficit resterà nei parametri indicati da Bruxelles.

Proprio da Bruxelles arriva il monito: se l'aggiornamento delle stime del Def confermerà il 3,1% del deficit, saranno necessarie misure per riportarlo entro la soglia, monito al quale Saccomanni ha risposto, assicurando che "farà tutto il necessario" per far rientrare il deficit senza alcun bisogno di manovre, bensì di con una semplice manutenzione del bilancio.

Per il sottosegretario Baretta, per poter riportare il deficit nel limite del 3% saranno necessari aggiustamenti che implicheranno nuove risorse finanziarie. Lo sforamento dello 0,1% sul quale viaggia adesso il rapporto vale all'incirca 1,5 miliardi di euro. A questo si aggiunge l'aumento dell'Iva, rimandato, il cui costo è di 1 miliardo di euro, l'intervento sull'Imu, che vale 2,4 miliardi di euro e quello sulla Cassa Integrazione, che varia dai 500 milioni ad 1 miliardo di euro.  Il Governo dunque, a fronte di tali impegni, dovrà cercare di raccogliere risorse finanziarie per un ammontare di 6-6,5 miliardi di euro.

Sembra ormai esser slittato al 2014 il pareggio di bilancio.

Al momento Bruxelles aspetta di conoscere le coperture degli interventi sull'Imu così da completare le previsioni economiche che verranno pubblicate a novembre. Due i fronti sui quali la Commissione Europea cerca di fare chiarezza. Il primo riguarda la modalità con la quale il Governo deciderà di coprire il mancato gettito, il secondo come verrà definita la Service Tax. Per quanto riguarda, invece, l'IVA, la Commissione non da alcuna indicazione, trattandosi di una decisione che spetta esclusivamente al Governo.

Intanto, l'ISTAT ha reso noti nuovi dati macroeconomici italiani, dipingendo un quadro che continua ad allontanare la speranza nella ripresa economica nel breve termine. A luglio, il fatturato dell'industria torna in calo, segnando un -0,8%, dopo tre mesi positivi, con diminuzioni sia a livello nazionale (-0,9%), sia a livello estero (-0,6%). La maggiore contrazione è da imputare alla domanda interna, in particolare ai beni di consumo, che registrano un -1,6%, mentre l'energia registra un rialzo del 2,4%. Su base annua si tratta della diciannovesima contrazione consecutiva, con un -3,6%.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56162/20130920/def-pil-deficit.htm

 

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