India, tassi in rialzo a sorpresa: lotta senza quartiere all'inflazione per il nuovo capo della RBI

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La prima mossa del nuovo governatore della Reserve Bank of India Raghuram Rajan segna un deciso cambiamento di rotta rispetto al sentiero tracciato dinora: venerdì la banca centrale ha deciso di alzare i tassi di interesse di 25 punti base portandoli da 7,25 a 7,50, primo rialzo dal 2011. Si tratta di una decisione a sorpresa, poiché la stragrande maggioranza degli analisti interpellati prevedevano un mantenimento dei tassi al livello precedente.

  

La banca centrale ha dunque deciso di difendere il Paese da nuove fiammate dell'inflazione, anche se questa decisione potrebbe peggiorare la crescita economica, già oggi la più debole dal 2009.

Altre mosse tuttavia sono andate nella direzione di rilassare le decisioni restrittive prese nelle ultime settimane: è stato infatti abbassato il marginal standing facility rate, che passa da 10,25 a 9,5 per cento. Si tratta in questo caso di quello che i mercati finanziari ritengono l'effettivo indicatore del costo del denaro, e che era stato alzato a metà luglio nel tentativo di difendere la rupia dal crollo scatenato dall'annuncio del tapering.

Abbassato anche il rapporto delle riserve che viene richiesto alle banche di mantenere presso la RBI, dal 99 al 95 per cento.

Questa decisione a sorpresa lascia intendere che la banca centrale ha intenzione di prendere sul serio il suo compito di tenere sotto controllo l'inflazione, demandando al governo le misure necessarie per far ripartire la crescita, tanto che non si esclude che possano esserci nuovi rialzi dei tassi nelle prossime settimane. La Reserve Bank of India, ha detto Rajan nel corso di un briefing a Mumbai, ha intenzione di portare l'inflazione al di sotto del 5 per cento. Attualmente l'indice dei prezzi all'ingrosso, usato come misura di riferimento per l'inflazione, è al 6,1, dato relativo al mese di agosto.

Non è però soltanto la rupia il problema dell'India, anzi il problema vero è la crescita economica, che è attesa in rallentamento al 4 per cento entro marzo 2014, fine dell'anno fiscale, vale a dire una crescita pari alla metà della media dei 10 anni precedenti: la caduta della moneta infatti, pur avendo come innesco i timori per la fine del quantitative easing negli Stati Uniti, ha le sue radici nel fatto che non sono state attuate vere riforme economiche. Il denaro facile ha dunque portato gli investitori a cercare rendimenti sul piano finanziario invece che su quello, molto più "pericoloso", dell'economia reale: corruzione, burocrazia, scarse infrastrutture, conti correnti in bilico poiché spesso utilizzati per fornire inefficienti sussidi alla popolazione non sono certo il miglior biglietto da visita per le aziende straniere, che dunque preferiscono cercare attività maggiormente liquide (e liquidabili) rispetto ad una fabbrica. Tale discorso vale anche per le aziende indiane, che hanno cominciato a delocalizzare a loro volta per cercare ambienti migliori per fare impresa.

Non si tratta di un problema di facile soluzione, tuttavia la mossa della banca centrale dovrebbe tentare di allontanare i timori di stagflazione, ovvero quella difficile situazione in cui convivono per depressione economica e alti livelli dei prezzi.

Ad aggiungere caos ad un ambiente già difficile, nel corso del prossimo anno si terranno le elezioni politiche: il Congresso Nazionale Indiano ha difficoltà a cercare un nuovo leader, poiché Manmohan Singh, attuale capo del governo, ha ormai ottant'anni, mentre la presidente della coalizione, Sonia Gandhi, sarebbe malata e dunque impossibilitata a guidare l'alleanza alle prossime elezioni. I conservatori del Partito Popolare Indiano sembrano dunque essere in vantaggio e pronti a tornare al potere dopo l'esperienza terminata nel 2004.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56165/20130920/india-tassi-rialzo-rbi-reserve-bank-rajan.htm

 

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