Paesi Bassi, la crisi continua: il welfare state verrà smantellato

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Nel corso del suo discorso di indirizzo al Parlamento in occasione della presentazione della budget il re dei Paesi Bassi Guglielmo Alessandro ha reso noto ai sudditi che lo stato sociale olandese verrà smantellato.

  

Evidentemente troppo oneroso per un Paese alle prese con diverse grane economiche, a cominciare dall'elevato livello di indebitamento delle famiglie, il governo avrebbe intenzione di demandare ai privati la costruzione di reti di sicurezza e delle altre misure di welfare: insomma dovranno essere le stesse famiglie a preoccuparsi di accumulare risparmi per far fronte alle questioni previdenziali, mentre allo Stato sarà riservato un ruolo residuale.

Il governo è spesso intervenuto per mitigare gli eccessi del privato, gonfiando l'assistenzialismo pubblico: gli olandesi spesso non hanno una casa di proprietà, tradizionale e solido rifugio, mentre il debito delle famiglie è al 250 per cento del reddito disponibile. L'economia sotto i colpi della stessa austerity, di cui gli olandesi sono stati spesso paladini indefessi, continua a peggiorare: il prodotto interno lordo, invece di salire dello 0,8 per cento come era previsto nel 2012 rischia invece di decrescere dell'1 per cento nell'anno in corso; la disoccupazione continua a volare, i consumi proseguono nel loro declino e proprio pochi giorni fa il governo ha deciso di sforare il tetto al deficit, dopo avere per mesi continuato a chiedere (ma agli altri, specie i Piigs) di fare i compiti a casa. Come l'Olanda appunto.

Il caso olandese, perennemente in peggioramento, continua a ricordare che la crisi economica potrebbe avere colpi di coda imprevisti ed in luoghi imprevedibili: come i Paesi del sud Europa hanno problemi di debito pubblico, così quelli del Nord hanno invece problemi di debito privato, che rischiano a loro volta di scatenare crisi finanziarie, anche sovrane. Non va dimenticato infatti che il sistema bancario olandese risulta essere ampiamente nelle mani dello Stato, e che quindi ogni cosa che non andrà come previsto avrà ripercussioni sui conti pubblici.

La soluzione è sempre la solita: l'economia europea ha raggiunto un elevato grado di integrazione, specie nel settore bancario, dove vi sono molti colossi paneuropei, mentre la politica, gelosa del proprio orticello nazionale, non ha seguito il passo. La crisi, secondo il paradigma tedesco, dovrebbe essere sempre risolta da una cura dimagrante messa in atto a livello nazionale, nella fase attuale, addirittura, da attuare in modo simultaneo in tutta Europa. La mancanza di sfoghi (come quelli che la Germania aveva quando sforò il deficit e fece l'austerity con il supporto dei Paesi del Sud Europa) crea soltanto nuovi buchi da riempire, come prevedibile per l'austerità nel corso di una recessione.

Chissà se gli olandesi paladini della austerity (ma sempre per gli altri) riusciranno finalmente a capirlo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56171/20130920/paesi-bassi-olanda-crisi-wlfare-state-stato-sociale.htm

 

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