Giappone, Abenomics pronta al prossimo passo: tagliare le tasse alle imprese

E-mail Stampa PDF

Non è ancora arrivata una decisione a proposito dell'aumento delle imposta sulle vendite, ma il primo ministro del Giappone Shinzo Abe si è detto pronto ad effettuare il successivo passo della sua Abenomics, ovvero l'abbattimento delle tasse alle imprese.

  

Abe ha affermato che si tratta di una promessa elettorale che intende mantenere, e che avrà, a suo dire, conseguenze positive per tirare fuori il Giappone dalla sua crisi, che ormai dura da più di un decennio e contro la quale è stata varata la stagione "Abenomica".

Attualmente le imposte sulle imprese sono vicine al 40 per cento (di cui il 30 per cento statale e il rimanente locale), ed è, fra i paesi appartenenti all'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la più alta aliquota dopo quella statunitense.

Secondo il premier giapponese, abbassando le tasse alle aziende si avrà un effetto positivo sia sugli investimenti che sulla crescita dei salari, creando un ambiente più favorevole anche per le compagnie estere.

Nonostante abbia ancora una forte approvazione fra gli elettori, che gli ha consentito di recente di prendere il controllo anche della Camera Alta della Dieta giapponese, non mancano comunque gli scettici anche all'interno della sua stessa coalizione: «sarà difficile», ha dichiarato Taro Aso ministro delle Finanze.

A parte la fattibilità di sostenibilità di un tale piano proprio mentre il Giappone si trova vicino ad una crisi fiscale, va preso in considerazione il fatto che il governo avrebbe intenzione di tagliare le imposte sulle imprese aumentandole ai consumatori, mossa che dal punto di vista elettorale potrebbe far storcere il naso a qualcuno, dando legna da ardere alla retorica del governo a favore delle grandi corporation e contro i cittadini.

Il taglio delle imposte le imprese rischia di rendere maggiormente difficile riuscire a raggiungere l'obiettivo di tagliare il deficit primario di una buona metà entro il 2015, e oltretutto rischia di non avere gli effetti sperati: solo un terzo delle imprese giapponesi paga imposte positive, mentre le altre o sono in perdita oppure non devono nulla grazie a crediti d'imposta. Le perdite subite in un determinato anno fiscale, infatti, possono essere portate in detrazione nei successivi, sicché in alcuni casi un taglio dell'imposta sul reddito d'impresa potrebbe portare alcune di loro a pagare più tasse di prima.

Due terzi del taglio dell'imposta previsto da Abe, tuttavia, cadrà in ogni caso nel 2015: un aumento temporaneo del 2,5 per cento, per un controvalore di circa 900 miliardi di yen, era stato deciso in conseguenza del terremoto del 2011 per ricostruire la regione di Tohoku. Il governo sarebbe dunque intenzionato a farlo cadere semplicemente con un anno di anticipo. Altri 500 miliardi di yen dovrebbero essere decisi sotto forma di sgravi fiscali per gli investimenti, secondo il Nikkei Times.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56200/20130920/giappone-abenomics-taglio-tasse-imposte-imprese.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili