Dati ISTAT: ad agosto le retribuzioni salariali registrano un incremento dello 0,1%

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Secondo le stime ISTAT, pubblicate oggi 23 settembre, le retribuzioni contrattuali nel mese di agosto sono rimaste invariate, registrando una crescita appena dell'1,5% su base annua (+0,1% rispetto a luglio 2013) e superando il tasso di inflazione dell'1,2%.

  

Il dato annunciato dall'ISTAT riguarda solo i lavoratori soggetti ai Contratti Collettivi Nazionali, che ammontano a 47,6% degli occupati dipendenti e corrispondono al 46,1% del monte salari complessivo. 6,8 milioni i lavoratori che sono in attesa del rinnovo contrattuale, corrispondenti al 52,4%, ed in calo rispetto a luglio, in cui si registrava una quota del 52,7%.  Di questo 52,4%, 38,5% è la quota di lavoratori in attesa di rinnovo nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto è in media di 27 mesi (14,1 per i dipendenti del settore privato).

L'1,5% di incremento annuo si distribuisce in maniera non omogenea nei settori privato e pubblico. Nel settore privato, ad agosto le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento dell'1,9%, di cui +4,4% nel settore alimentari, bevande e tabacco, + 3,2% nell'agricoltura, +2,9% nei pubblici esercizi e alberghi. Si registrano, invece, variazioni nulle in tutti i comprati della pubblica amministrazione, effetto questo delle misure di blocco della dinamica retributiva e dei rinnovi contrattuali varate a partire dal 2010.

Il dato comunicato dall'ISTAT si va ad aggiungere all'elenco delle brutte notizie dello scenario italiano, proprio nel momento in cui si fa più insistente il possibile aumento dell'IVA al 22%. Sebbene il livello salariale sia maggiore all'inflazione (l'1,5% dei salari a fronte dell'1,2% dell'inflazione), ciò non è sufficiente a risollevare il morale delle famiglie, stremate ormai dalla crisi, che potrebbero contrarre ulteriormente i propri consumi.

Ancora una volta, la dimostrazione del fatto che la tanto famigerata ripresa economica italiana è molto lontana: con aumenti salariali inesistenti, possibili aumenti di imposte e una produttività ancora troppo bassa, la competitività italiana è altamente compromessa.

Ennesima dimostrazione della fragilità economica del Paese.   

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56309/20130923/istat-salari-inflazione.htm

 

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