Grecia di nuovo sotto la lente della Troika: agli emissari non piace l'avanzo primario

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Nuovo round di colloqui fra il governo greco ed i rappresentanti della Troika formata dall'Unione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo monetario internazionale. Il ministro delle Finanze greco Yannis Stournaras ha iniziato la serie di colloqui con gli alti funzionari che rappresentano le tre istituzioni creditrici di Atene: tutti nord europei i rappresentanti della Troika, in particolare due di essi sono tedeschi, vale a dire Matthias Mors per l'Unione Europea e Klaus Mazuch in rappresentanza dell'istituzione guidata da Mario Draghi. Per il FMI è invece presente il danese Poul Thomsen.

  

il primo round di colloqui, durato oltre quattro ore, ha visto sia i greci che la Troika concordare sul fatto che la recessione greca nel 2013 dovrebbe rallentare il passo co un calo inferiore del 4 per cento previsto nell'ottobre dello scorso anno; più delicata sembra essere stata la questione relativa al bilancio primario: la Grecia dovrebbe riuscire ad ottenere quest'anno un bilancio in positivo, tuttavia i rappresentanti della Troika si sono riservati di effettuare verifiche sull'entità dello stesso.

Secondo il governo greco i conti pubblici della Grecia, al netto degli interessi sul debito pubblico, nei primi otto mesi del 2013 avrebbero segnato un avanzo di 2,9 miliardi di euro, in rialzo rispetto al disavanzo da 1,4 miliardi del 2012, ma soprattutto in forte miglioramento rispetto alle previsioni che ritenevano che la Grecia avrebbe avuto alla fine di agosto un disavanzo da 2,5 miliardi.

Si tratta indubbiamente di un grande successo contabile, tuttavia va considerato che è stato ottenuto grazie ad un draconiano taglio di salari, pensioni, investimenti e ritardi sui rimborsi ai contribuenti che possono vantare un credito con lo Stato. Inevitabile che gli emissari della Troika abbiano storto il naso.

I tre della Troika hanno anche chiesto tempo per studiare la proposta del Governo in materia di tassazione degli immobili: secondo il governo questa tassa dovrebbe racimolare 3,6 miliardi di euro. I creditori chiedono che lo Stato racimoli attraverso la stessa almeno 2,9 miliardi.

Non si tratta comunque di scogli insormontabili: i problemi veri verranno affrontati infatti nel corso delle prossime riunioni. Fra i punti dolenti ci sono la riforma della pubblica amministrazione, il dissesto delle imprese partecipate dallo Stato e soprattutto i compiti a casa che il governo greco dovrà svolgere fra il 2014 ed il 2015, vale a dire le famigerate "riforme economiche".

Questa tornata di incontri è finalizzata allo sblocco di un miliardo di aiuti previsti dal piano di salvataggio, che dovrebbe essere erogato nel mese di ottobre. I colloqui dovrebbero terminare prima della riunione dell'Eurogruppo, che dovrebbe svolgersi a metà ottobre.

Possibile anche che ci sia qualche supplemento di indagine, poiché secondo le stime del Fondo monetario internazionale nei conti della Grecia ci sarebbe un buco da qualche miliardo, che comporterebbe il varo di un terzo programma di aiuti da circa 10-15 miliardi dopo i primi due del valore complessivo di 230. Il FMI ha anche ventilato l'ipotesi di una ristrutturazione del debito greco (ovvero i titoli in mano alle istituzioni europee, ma non quelli del Fondo con sede a Washington), poiché la situazione greca non sarebbe sostenibile: il riconoscimento di questo fatto comporterebbe la fine degli aiuti da parte dell'istituto guidato da Christine Lagarde, che non può sostenere debitori insolventi.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56327/20130923/grecia-troika-colloqui-aiuti-avanzo-primario.htm

 

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