Iva, Imu, Cig e deficit: cercasi 6 miliardi disperatamente

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Sei miliardi di euro. E' quanto il governo deve tirare fuori per mantenere gli impegni presi (vedi deficit) e pagare la 'cambiale elettorale' dell'Imu. Il governo fibrilla, al solito, con Saccomanni che minaccia di lasciare se dovrà cedere a nuovi diktat, che fanno bene alle convenienze politiche ma male alle casse dello Stato.

  

Le parole del ministro suonano poco credibili, almeno dal lato dimissioni: dovesse lasciare, sarebbe un colpo durissimo per la credibilità dell'esecutivo e del Paese. Vanno lette più come una richiesta di 'responsabilità', che in casa Pdl non sembrano però aver colto. "Non rappresenta i partiti, c'è o non c'è cambia ben poco" sostiene Maurizio Gasparri, uno dei più incendiari nei confronti del ministro del Tesoro (superato solo da Renato Brunetta).

La questione è più che allarmante. Servono 2 miliardi e mezzo per sostenere la cancellazione della seconda rata dell'Imposta Municipale Unica, circa un miliardo per rinviare l'aumento dell'Iva dal 21 al 22 per cento, quasi mezzo miliardo a testa per rifinanziare la Cassa Integrazione in deroga e per le missioni all'estero. Dulcis in fundo c'è da racimolare un miliardo e mezzo per rispettare il tetto del 3% del deficit.

Ricette? Poche e sempre le stesse. Torna di moda la rimodulazione dell'Imu, vecchio pallino del Pd e del viceministro Stefano Fassina. Far pagare la tassa alle abitazioni di pregio consentirebbe di recuperare il primo miliardo e mezzo. Ma c'è lo scoglio Pdl da superare, che sulla materia non vuole sentire ragioni. E l'Iva? Maurizio Lupi, ministro per le Infrastrutture, è convinto che la soluzione verrà partorita entro 72 ore, ma la possibilità che l'aumento non sarà stoppato si fa sempre più concreta. Anche perchè sul tavolo (come sottolineato anche oggi dal numero di Confindustria Giorgio Squinzi), c'è la richiesta di taglio al cuneo fiscale("L'Iva non è una priorità" sostiene il numero uno degli industriali). 

Sulla stessa lunghezza d'onda la numero uno della Cgil, Susanna Camusso, che chiede un taglio alla tassazione di stipendi e pensioni. "Questo sarà il punto dirimente, la misura di giudizio del provvedimento. Il dibattito attuale non ci convince. Stiamo galleggiando, non ci si sta confrontando con il profilo del Paese e con le reali necessità dei cittadini. Non aggredisce il nodo fondamentale che è l'ingiusta distribuzione del reddito. Se non si scioglie questo nodo non si potrebbe che procedere con una mobilitazione con Cisl e Uil. Non vogliamo seguire uno schema di galleggiamento c'è bisogno di risposte differenti".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56329/20130923/aumento-iva-imu-cig-deficit-miliardi.htm

 

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