Caso Telecom, Bernabè: "Non sapevo della vendita a Telefonica, ma la società può crescere ancora"

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Si apre un nuovo capitolo sulla vicenda Telecom Italia. Dopo esser passata nelle mani degli spagnoli di Telefonica, nell'accordo siglato nella giornata di ieri 24 settembre, in mattinata l'attenzione è tutta sull'audizione di Bernabè in Senato, in merito allo scorporo della rete, questione rimasta ancora aperta, e alle prospettive di crescita del Gruppo.

  

Il Presidente operativo di Telecom Italia è stato chiamato a partecipare alla Commissione Industria in Senato, per una audizione informale, assieme alla Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni. Le parole di Bernabè sono state chiare e precise: il management di Telecom ha appreso la notizia della modifica dell'accordo parasociale tra gli azionisti di Telco "dalla lettura dei comunicati stampa". Il manager continua sostenendo che "Telecom è stata descritta come un'azienda in crisi, che andrà incontro ad un salvataggio, ma questo scenario non risponde alla realtà. La società, nonostante un debito complessivo di 40 miliardi di euro, ha ancora grandi prospettive di crescita ed è stata capace di garantire dal 2007 ad oggi oltre 18 miliardi di euro di investimenti per la realizzazione di una copertura broadband fissa al 98% della popolazione e mobile 3G per l'87%, garantendo infrastrutture in linea con tutti gli altri grandi paesi europei."

Sulla questione scorporo della rete, Bernabè conferma l'impegno del Gruppo  a procedere nel confronto con l'Autorità Garante per le Telecomunicazioni (AGCOM) e la Cassa Deposito e Prestiti (Cdp), ma "l'esito finale dell'operazione non è scontato e, in ogni caso, richiede tempi molto lunghi". L'accordo societario tra Telefonica e i soci italiani porterà il Gruppo spagnolo ad avere il controllo di Telco e quindi divenire azionista di riferimento di Telecom Italia, che resterà una società quotata con circa l'85% del capitale sul mercato, comprese le azioni di risparmio.

Altro punto toccato in apertura di audizione riguarda la vendita di Tim Brasil, da cui deriverebbe un possibile ridimensionamento del Gruppo. La vendita delle partecipazioni in America Latina determinerebbe un "forte ridimensionamento del profilo internazionale del Gruppo e delle sue prospettive di crescita e comunque potrebbe non essere realizzabile in tempi brevi, compatibili con la necessità di evitare il rischio downgrade, con inevitabili riflessi negativi sulla capacità di investimento nel medio termine", ha sottolineato Bernabè.

Al fine di scongiurare il downgrade del debito, vi è la possibilità di un aumento di capitale, aperto a tutti i soci, attuali o nuovi, in una prospettiva di potenziamento del valore che si creerà con piano di societarizzazione. L'aumento, reso possibile dalle favorevoli condizioni di mercato, grazie all'abbondante liquidità presenti in esso, potrebbe significare una maggiore solidità finanziaria del Gruppo.

Un processo lungo e non semplice quello che affronterà Telecom, che in apertura di Piazza Affari ha registrato un ribasso del 2%. Allo stato attuale, il titolo viaggia ancora su trend negativo (-2,33%), comportando un ribasso del target price da 0,6 (in chiusura ieri 24 settembre) a 0,586. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56439/20130925/telecom-italia-audizione-bernabe-telefonica-scorporo.htm

 

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