Europa, anche quest'anno sarà austerità: squadra che perde non si cambia

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L'austerità, nonostante i suoi conclamati fallimenti, continua a godere di buona salute nella politica economica europea: il Comitato di politica economica del Consiglio dell'Unione Europea ha infatti deciso di rinviare l'analisi della proposta presentata dalla Spagna, che avrebbe modificato il metodo di calcolo del deficit strutturale, e dato quindi qualche boccata di ossigeno aggiuntivo ai bilanci dei Paesi europei in maggiore difficoltà, in primo luogo alla stessa Spagna.

  

Secondo quanto affermato da Simon O'Connor, portavoce del vicepresidente della Commissione Europea e responsabile degli Affari economici Olli Rehn, il Comitato incaricato di analizzare la proposta necessita di ulteriore lavoro per verificare quale sarà l'impatto effettivo del nuovo metodo. Di conseguenza per ora, e quindi molto probabilmente anche per la verifica dei disavanzi strutturali dei paesi europei prevista per il prossimo novembre, si continuerà ad utilizzare il metodo dell'austerità.

Il lavoro del Comitato però continuerà: il nuovo metodo di calcolo dovrebbe ammorbidire i vincoli contabili in base a caratteristiche proprie dello Stato rispetto alla situazione congiunturale, per distinguere maggiormente fra deficit strutturale e deficit dovuti alla crisi economica. In altre parole, si dovrebbe tenere conto dei deficit dovuti scarsa efficienza di uno Stato (come una spesa pubblica di cattiva qualità, oppure un fisco inefficiente) e di quelli che sono invece dovuti ad aggiustamenti naturali, come ad esempio l'espansione degli ammortizzatori sociali.

Detto in parole ancora più semplici, se la crisi di bilancio è dovuta ad uno Stato inefficiente verrà richiesta una maggiore austerity; se invece la colpa è da imputarsi alla congiuntura, la pressione di Bruxelles se si farà più leggera.

Non stupisce tuttavia che sia arrivato il no degli organismi europei: non va dimenticato che il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble a metà settembre aveva affermato che la crisi europea era pressoché risolta. Perché mai si dovrebbe cambiare uno schema vincente?

Il fatto che in molti paesi europei i tassi di disoccupazione siano inaccettabilmente alti (lo scrive ripetutamente il Fondo Monetario Internazionale, non certo un'organizzazione nota per il suo ultra-keynesianismo), che in Grecia si superi il 60 per cento di disoccupazione giovanile, e che una depressione prolungata sta dilapidando il capitale umano ponendo una seria ipoteca sulla crescita di lungo periodo, deve essere evidentemente un dettaglio insignificante per l'ipocrita cancelleria tedesca, per la quale all'alba del 2000 la rigidità del tetto al deficit era un consiglio che poteva essere archiviato nella carta straccia alla bisogna.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56445/20130925/europa-austerita-metodo-calcolo-deficit-strutturale.htm

 

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