Verso la fine del credit crunch? Basilea III, vicino il traguardo per le banche UE

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Le banche stanno procedendo in modo spedito verso Basilea III, ovvero il nuovo set di regole sul settore bancario che dovrebbero entrare in vigore nel 2019. Secondo il Comitato di Basilea, a quanto si legge nel rapporto con cui sta verificando il procedimento di entrata in vigore dei nuovi standard, le 223 maggiori grandi banche mondiali hanno abbassato il loro ammanco, per quanto riguarda il core capital (che deve raggiungere il 7 per cento), a 115 miliardi di euro, in calo di 83 miliardi nel corso della seconda metà del 2012.

  

Almeno a livello aggregato, insomma, la probabilità di riuscire a raggiungere a breve i target dei requisiti patrimoniali è piuttosto alta, tuttavia vanno precisate alcune differenze che riguardano in particolare l'Europa.

Le 101 maggiori banche internazionali che fanno parte del cosiddetto gruppo 1 considerato nello studio, comprendente le banche con capitale Tier 1 superiore a tre miliardi, hanno registrato un livello pari al 9,2 per cento; tuttavia gli istituti europei hanno mostrato di essere più lenti nel percorso verso il miglioramento dei requisiti patrimoniali; circa i due terzi dell'ammanco, inoltre, riguardano istituti del Vecchio Continente.

Per quanto riguarda le 42 maggiori banche dell'Unione Europea lo shortfall è da 70,4 miliardi di euro a dicembre 2012, in ribasso di 29,1 miliardi rispetto al deficit di giugno 2012. Se il ritmo dovesse essere confermato le banche potrebbero raggiungere i requisiti di Basilea III nel febbraio del prossimo anno, ovvero in anticipo di cinque anni rispetto ai programmi. L'obiettivo è, almeno in teoria, a portata di mano, poiché le 101 grandi banche internazionali nel 2012 hanno realizzato utili netti prima della distribuzione di dividendi per ben 419 miliardi di euro.

il restringimento delle regole relative alla patrimonializzazione degli istituti bancari è ritenuto come necessario per creare un cuscinetto adeguato che possa assorbire le perdite in caso di crisi, che nel mondo finanziario possono scoppiare molto velocemente ed avere effetti durevoli ed esplosivi sull'economia reale.

Il risultato collaterale di questa corsa al rafforzamento è stato però la nascita di un credit crunch che, specie in Europa, sta contribuendo ad approfondire la crisi economica. Un po' per paura di non avere abbastanza capitali, un po' perché i governi glielo impongono, le banche hanno chiuso i rubinetti dei prestiti.

Inoltre, proprio perché strette dalle regole, le banche hanno utilizzato spesso la liquidità offerta dalle banche centrali, in particolare in Europa, non per far ripartire il circuito dei prestiti, bensì per acquistare titoli di Stato ritenuti maggiormente sicuri, anche per quanto riguarda le regole di Basilea, rispetto a mutui alle famiglie e prestiti alle imprese. Se il percorso di rafforzamento dei capitali dovesse andare a buon fine, è possibile che le banche riprendano ad effettuare la loro attività principale, aiutando la nascente ripresina.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56450/20130925/credit-crunch-basilea-banche-capitale.htm

 

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