USA, 22 giorni per evitare il default. Lew: "abbiamo soldi solo fino al 17 ottobre"

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Jack Lew, segretario al Tesoro del governo degli Stati Uniti, fissa la data ultima entro la quale il governo dovrà raggiungere un accordo sul tetto al debito pubblico: se non sarà alzato entro il 17 ottobre il governo potrebbe non essere in grado di fare fronte ai suoi debiti.

  

In una lettera ai leader del Congresso resa nota mercoledì Jack Lew afferma che nei forzieri del Tesoro in quella data potrebbero essere presenti circa 30 miliardi di dollari, troppo pochi per le spese sostenute dagli Stati Uniti che in certi giorni potrebbero arrivare anche a 60 miliardi.

Ricorda Lew che se il Congresso non dovesse riuscire ad arrivare ad un accordo entro tale data, in cui si esauriranno le misure speciali che il governo potrà mettere in atto a partire dalla scadenza del 30 settembre (data in cui deve essere approvato il budget federale), si tratterebbe della prima volta nella storia che gli Stati Uniti non saranno in grado di andare incontro alle proprie obbligazioni, finendo in default tecnico e, se possibile, scuotendo l'affidabilità degli Stati Uniti d'America, attuale benchmark del mondo.

Il problema più grande attualmente è l'approvazione del budget federale, che deve arrivare entro il 30 settembre e senza il quale ci sarà il government shutdown, ovvero lo spegnimento del governo con le conseguenti ripercussioni sui dipendenti pubblici che si hanno quando lo Stato finisce (o rischia di finire) i soldi in cassa (anche se in questo caso solo a livello tecnico).

Il pomo della discordia si chiama Obamacare, ovvero la riforma del sistema sanitario voluta da Obama volta ad allargare la copertura ai cittadini statunitensi, poiché essendo basata sulle assicurazioni private larghe fasce della popolazione non riescono a permettersele, non riuscendo tuttavia ad entrare nei programmi di assistenza forniti dallo Stato, ovvero Medicare e Medicaid.

I repubblicani si oppongono ad ogni rifinanziamento dell'Obamacare, ed avendo la maggioranza alla Camera Bassa del Congresso (grazie alla propria abilità nel ridisegnare i distretti elettorali che ai voti raccolti alle elezioni del 2012) possono sostanzialmente bloccare i lavori. Dal canto suo il presidente Barack Obama ha potere di veto e difficilmente lascerà che la riforma forse più importante sinora approvata sotto la sua amministrazione venga svuotata senza colpo ferire.

A partire da domani 26 settembre la Casa Bianca ed il Congresso avranno quindi 22 giorni per risolvere le proprie divergenze ed approvare l'aumento delle capacità del governo statunitense di prendere a prestito di denaro necessario per garantire il proprio funzionamento.

Per quanto il default possa essere semplicemente una questione tecnica, poiché nella pratica gli Stati Uniti hanno ottime capacità di pagare il proprio debito, gli effetti su l'economia statunitense e quella globale potrebbero essere estremamente dannosi: come nell'agosto 2011 potrebbe venire scatenato un effetto a catena sui mercati globali, comportando una caduta della fiducia dei consumatori che contribuirebbe a far rallentare una crescita economica che attualmente è al più modesta.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56462/20130925/usa-default-shutdown-lew-17-ottobre.htm

 

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