'Lord Libor' e ICAP: ecco chi c'è dietro la 'nuova puntata' dello scandalo finanziario

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Lo scandalo Libor sembra essere sempre più una 'storia infinita'. La manipolazione del London Interbank Offered Rate, con il prosieguo delle indagini, appare sempre più come uno sport nazionale più che come un caso isolato di truffa finanziaria. Sotto la scure delle autorità inglesi ed americane sono già finiti in molti: Ubs, Barclays, Royal Bank of Scotland. Tutte coinvolte, in ruoli più o meno simili in questo scandalo allargato, e tutte sanzionate per il loro operato. La realtà dei fatti è che dietro il titolo "Scandalo Libor" si celano infinite storie finanziare fatte di favori, mazzette ed imbrogli.

  

Il semplice ordine cronologico dei fatti ci porta oggi a parlare di ICAP, interdealer broker inglese da 5 000 dipendenti e 1,5 miliardi di sterline di profitti annuali. Società decisamente rilevante nel mercato finanziario che ha da poco accettato di pagare 55 milioni di sterline alle autorità per l'appurato coinvolgimento di tre sui ex-dipendenti nel caso legato alla manipolazione dello Yen Libor. I tre 'furbetti' in questione si sono adoperati alacremente, infatti, nel falsare il tasso di riferimento nel lungo periodo intercorso tra il 2006 ed il 2011.

Darrell Read, Daniel Wilkinson e Colin Goodman sono i tre 'membri' della banda in questione. Mr. Goodman, nello specifico, aveva messo a punto un preciso modus operandi per avere il proprio tornaconto. Manipolare lo Yen Libor, però, doveva avere uno scopo preciso e Goodman, spesso chiamato "Lord Libor", lo aveva trovato tra le fila di Ubs: era proprio all'interno della banca, infatti, che lavorava un trader 'compiacente' che avrebbe beneficiato delle manipolazioni del tasso. Il do ut des era decisamente semplice: in cambio della manipolazione del tasso, "Lord Libor" pretendeva - con regolare scadenza trimestrale - un bonus pecuniario derivante dalle commissioni che Ubs rigirava alla ICAP. La manipolazione 'concreta', poi, avveniva grazie alle informazioni deliberatamente alterate che i tre della ICAP inviavano alle banche e agli investitori. Il dipartimento di giustizia ha spiegato come "la strategia primaria adoperata da Read, Wilkinson e Goodman per attuare il piano era quella di usare le email "Suggested Libors" di Goodman per diffondere informazioni falsate sullo Yen Libor nella speranza che le banche confidassero su queste previsioni nel momento in cui inviavano le rispettive aspettative sul tasso in questione".

Una sorta di 'moral suasion' su quelle banche che sono regolarmente chiamate ad esprimere le loro impressioni sul tasso in un sondaggio ufficiale giornaliero condotto dalla Thomson Reuters. Una sottile opera di convincimento che ora rischia di costare fino a 30 anni di galera per ciascuno dei 3 componenti della banda di "Lord Libor". 

Il 'libro' dello scandalo Libor, insomma, si è arricchito dell'ennesimo capitolo fatto di raggiri, corruzione ed idolatria del dio denaro. Capitolo dopo capitolo, insomma, la morale della storia non è cambiata affatto.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56485/20130926/libor-londra-icap-ubs-dipartimento-di-giustizia-stati-uniti-manipolazione-lord-libor.htm

 

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