Telecom, dopo sei anni si muove il governo: regolamento sulla golden share per salvare la rete

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Il governo si arrocca sulla questione Telecom Italia a difesa dell'ex monopolista delle telecomunicazioni: la linea di intervento sarebbe un regolamento sulla nuova golden share, previsto dal decreto 21 del 2012 e messo in agenda nella Consiglio dei Ministri di domani venerdì 27 settembre.

  

In base alla bozza di regolamento trapelata e anticipata dal quotidiano Il Sole 24 Ore il governo potrebbe intervenire con poteri speciali nella fattispecie di «reti e impianti utilizzati per la fornitura dell'accesso agli utenti finali dei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale». Il regolamento prosegue indicando le infrastrutture che rientrano nell'esercizio dei poteri speciali, fra le quali vi è anche la rete Telecom.

Pur escludendo che le operazioni poste in essere all'interno dello stesso gruppo possono essere soggette all'attivazione della golden rule, lo stesso regolamento, all'articolo 4, prevede una fondamentale eccezione, ovvero che sarà possibile utilizzare i poteri previsti dal regolamento quando si rilevi una «minaccia di grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti degli impianti».

Come al solito il governo decide di muoversi soltanto quando si fa viva una emergenza: l'accordo fra i soci Telco, che attualmente controllano Telecom Italia, e Telefonica, la maggiore compagnia di telecomunicazioni spagnola e da alcuni anni a sua volta socia di Telecom, ha smosso acque ingessate da almeno sei anni.

Risalgono infatti al 2007 i primi piani di scorporo della rete proposti per la prima volta da Angelo Rovati, allora collaboratore della Premier Romano Prodi. Rovati fu allora costretto alle ritirarsi per via delle pressioni contrarie al suo progetto, mosse anche da soggetti che oggi invocano lo scorporo della rete che lui aveva proposto. In particolare fu il centrodestra ad opporsi, più per radicale opposizione al governo di centro sinistra (e dunque per motivi elettorali) che per reali motivi di politica delle telecomunicazioni.

Tra gli altri motivi che stanno spingendo la politica finalmente a muoversi su questo fronte c'è anche il fatto che Telefonica non sembra essere in grado di mettere in atto i necessari investimenti per ridurre il gap più tecnologico fra l'Italia e gli altri paesi europei, e che quindi l'operazione è sospettata di essere una mera operazione finalizzata alla vendita di asset, fra i quali spicca Tim Brazil. Telefonica, con ogni probabilità, non appoggerà l'aumento di capitale previsto dal presidente Bernabè per un motivo molto semplice: ha pochi soldi e molti debiti (50 miliardi)

L'operazione Telecom-Telefonica, infine, rappresenterebbe, come sottolineato questa mattina su queste pagine, una anomalia nel mercato Tlc europeo: dopo il perfezionamento dell'acquisto da parte di telefonica l'Italia diventerebbe l'unico paese (insieme alla Grecia) in cui il principale operatore è controllato da un suo concorrente, all'interno di un panorama che vede spesso, specie sull'Europa continentale, il controllo pubblico sui maggiori operatori del settore.

Il titolo intanto è sull'altalena a piazza Affari, anche grazie alle voci di un possibile obbligo di offerta pubblica di acquisto: il governo potrebbe anche tentare di bloccare il passaggio di controllo introducendo l'obbligo di OPA anche quando il pacchetto di controllo è inferiore al 30 per cento. Telefonica attualmente si fermerebbe al 22 per cento circa.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56523/20130926/telecom-governo-regolamento-golden-share-rete-telefonica.htm

 

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