Fiat contro Veba: lo scontro infinito su Chrysler al punto di svolta

E-mail Stampa PDF

Lo scontro tra Fiat e Veba è totale e questa, ormai, non è più una novità. Quello che giunge nuovo, invece, è che la 'guerra totale' tra le parti sta portando a prese di posizioni (ed annesse minacce) sempre più importanti che, a conti fatti, potrebbero sbloccare definitivamente il momento di impasse. Gli interessi del fondo pensionistico degli "United Automobile Workers" sono ormai cristallizzati: il fine ultimo è semplicemente quello di massimizzare gli introiti generati dalla vendita della quota Chrysler. Veba possiede il 41,5% delle azioni della controllata Fiat e l'intenzione è di racimolare circa 5 miliardi di dollari dalla vendita del pacchetto azionario. Tale valutazione finale deriva dalla semplice considerazione che Chrysler (507 milioni di dollari di utili nell'ultimo trimestre), allo stato attuale delle cose e secondo i calcoli del fondo pensionistico, valga circa dieci miliardi di dollari.  Dall'altra parte della barricata c'è Fiat che non ha la minima intenzione di colmare quel gap di circa un miliardo di dollari tra domanda ed offerta.

  

La successiva 'mossa' di Veba è stata presto data: se non è possibile monetarizzare con Fiat tanto vale sfruttare l'asso nella manica e (minacciare di) collocare circa il 16,6% della propria quota direttamente sul mercato. Una mossa che potrebbe rivelarsi azzardata, spiega Erik Gordon dell'Università del Michigan: "Se Veba pensava di mettere Marchionne sulla difensiva, ora si trova davanti alla contromossa (...) perché se il valore dell'Ipo è troppo basso, perde Veba". La questione, a conti fatti, potrebbe concludersi in altro modo. Richard Hilgert, analista di Morningstar, nota come "L'Ipo, in realtà, potrebbe non avvenire perché non è né nell'interesse di Fiat né in quello del fondo Veba (...) stiamo assistendo ad una danza negoziale che porterà ad un accordo".

Fiat, d'altro canto, è già passata alle contro-minacce, neppure troppo velate: "Fiat ci ha informato - fanno sapere dalla Chrysler - che sta riconsiderando costi e benefici di un'ulteriore espansione delle relazioni con noi [in materia di] allocazione di capitali, investimenti e luoghi degli impianti".

Lo scontro, a questo punto, è totale e difficilmente potrà protrarsi ancora a lungo: preso atto del fatto che un giusto compromesso premierebbe a sufficienza entrambe le parti (che ne sono fortemente consapevoli), il momento delle 'minacce' sembra ormai concluso con le ultime frecce nella faretra ormai scagliate. Paradossalmente l'acuirsi dello scontro porterà, finalmente, ad una risoluzione più 'veloce'. Il destino (il successo) del fondo pensionistico e di Fiat è, a conti fatti, comune alle due parti.

Il potere di Veba, in fondo, poggia proprio sulla rinascita della casa di Detroit. Quando venne fondato nel 2007, il trust Veba rappresentava la soluzione agli eccessivi benefit che GM, Ford e Chrysler dovevano ai propri dipendenti. La nascita del fondo guidato dal sindacato permetteva, sulla base di investimenti programmati a tavolino con le tre imprese, un discreto alleggerimento delle voci sui bilanci. Poi la svolta: il 2009 e la crisi del comparto auto portano General Motors e Chrysler a sostituire gli investimenti verso Veba con le azioni. Una mossa rischiosa per il fondo ma decisamente 'obbligata' visto il rischio di collasso delle due imprese. Il tempo passa, le aziende per vie diverse riescono a 'riprendersi' e Veba, puntuale, giunge a batter cassa. General Motors ha da poco ricomprato dal fondo (che manterrà ancora un 8,4% di azioni ordinarie) i 120 milioni di titoli privilegiati per un totale di circa 3,2 miliardi di dollari.

Ecco il motivo per cui, dato l'esito della vicenda con General Motors, Veba punta forte anche sulla cessione della quota Chrysler. La differenza questa volta la fa il Sig. Marchionne, fortemente intenzionato a non far regali a nessuno. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56550/20130927/fiat-veba-usa-italia-marchionne-ipo-investimenti-chrysler.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili