Londra ha paura della bolla immobiliare: Mr. Osborne rivede i piani dell' Help to Buy

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Mutui e case, un binomio sempre più solido nel contesto economico moderno. Un delicato meccanismo che, nel preciso istante in cui le banche cambiano 'atteggiamento' nei confronti dei clienti, si blocca inesorabilmente. Il razionamento del credito agisce impetuoso: le banche concedono meno e, quando lo fanno, impongono restrizioni importanti. Nello specifico dei mutui, troppo spesso, si finisce nel paradossale schema che vede chi non necessita del mutuo come unico 'papabile' all'erogazione dello stesso. Ecco allora che, quando possibile, la lunga mano del governo prova ad intervenire. L'Inghilterra si è mossa in questa direzione ma le crescenti critiche al programma ideato circa il concreto rischio della creazione di una bolla immobiliare stanno facendo cambiare in corsa alcuni dettagli.

  

L' "Help to Buy scheme" è la risposta del Cancelliere dello Scacchiere britannico George Osborne al problema degli immobili. Un dettagliato programma per favorire l'investimento nel mattone aiutando, con una forte iniezione di liquidità, i cittadini inglesi. Lo schema è stato studiato in due fasi. La prima, attiva già dal primo aprile 2013, prende il nome di Equity Loan. Sotto tale programma, a fronte di un deposito del 5% del prezzo di acquisto della casa, il governo si impegna ad erogare un ulteriore 20% sotto forma di prestito libero dagli interessi per i primi 5 anni. Le restrizioni imposte dal piano, in questo caso, impongono che la casa sia di nuova costruzione, che non superi le 600 000 sterline di valore e che il soggetto abbia un buon passato dal punto di vista del credito. Partendo così, ad esempio, da un deposito di 20 000 sterline, il governo ne metterebbe a disposizione ulteriori £80 000 (oltre al 75% del mutuo a £300 000) per una somma totale di 400 000 sterline. Ma non finisce qui perché, negli originali piani di Mr. Osborne, la seconda fase del piano inizia nel gennaio 2014. In tale data, infatti, partirebbe il "Mortgage Guaratee", un piano da 12 miliardi di sterline in cui il governo si impegna (come garante) nel facilitare l'erogazione dei mutui per tutti quei compratori con piccoli depositi iniziali. Anche in questo caso il limite massimo è di 600 000 sterline ma, dettaglio non da poco, il tutto non sarà vincolato unicamente alle case di nuova costruzione.

La mossa, dal forte odore di trovata elettorale per guadagnare consensi, rischia però di alimentare seriamente la risalita dei prezzi delle case. L'ultimo sondaggio di Nationwide mostra prezzi delle abitazioni in salita dello 0,9% a settembre rispetto al mese precedente e del 5% (risultato migliore degli ultimi tra anni) su base annuale. La crescita del prezzo degli immobili di Londra ha registrato, su base annua, un incremento del 10%. Segnali da non sottovalutare che aggiungono frecce all'arco dei detrattori dell' Help to Buy. Un andamento pericoloso che ha portato lo stesso Osborne a fare una parziale marcia indietro: qualora il meccanismo innescasse una rapida ascesa dei prezzi, la Bank of England avrebbe il diritto (dovere) di intervenire. Ecco allora che si torna a parlare del tetto massimo ora vigente nel programma: a detta di molti il cap a 600mila sterline è decisamente alto ed andrebbe rivisto al ribasso. Ma ancora: il Tesoro dovrebbe aumentare i 'compensi' richiesti alle banche per lo schema di garanzia sui mutui così da portare al rialzo il prezzo degli stessi. Mr. Osborne, così, è tornato a sposare la visione del governatore Carney: il programma andrà tenuto sotto lo stretto controllo dei regolatori. All'intenzione iniziale di Osborne, che voleva una eventuale revisione del piano solo dal 2017, si è sostituita una più morbida nuova linea: i controlli andranno fatti annualmente, il rischio di bolla immobiliare - altrimenti - sarebbe troppo alto. Un cambio di rotta assolutamente necessario per evitare futuri (grossi) problemi sia alla nazione che alla personale reputazione del Cancelliere.

Alla Banca d'Inghilterra, d'altronde, sembrano esser ora più tranquilli: "Accogliamo favorevolmente l'opportunità concessa al Financial Policy Committee di valutare, ogni anno, l'effetto dello schema Help to Buy sulla sostenibile evoluzione del mercato degli immobili e la possibilità [del FPC] di giudicare la correttezza del price cap e delle commissioni imposte alle banche".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56562/20130927/osborne-carney-bank-of-england-inghilterra-londa-prezzi-case-immobili-mutui-help-to-buy.htm

 

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