Regno Unito, al via la privatizzazione delle poste

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La privatizzazione della Royal Mail, ovvero le poste inglesi, è finalmente partita, insieme alle inevitabili proteste che l'accompagneranno anche dopo la conclusione dell'operazione. Il governo ha stabilito il prezzo dell'Initial Public Offering (IPO), ovvero fra i 260 e 330 pence per azione, il che porta la valutazione della società fra i 2,6 e i 3,3 miliardi di sterline (ovvero fra i 3,09 e i 3,92 miliardi di euro). Si tratta della maggiore privatizzazione dai tempi di Margaret Thatcher.

  

A partire da oggi venerdì 27 settembre fino al prossimo 8 ottobre sarà possibile sottoscrivere l'offerta, mentre la quotazione sul London Stock Exchange inizierà da lunedì 15 ottobre.

La decima parte delle azioni verrà assegnata gratuitamente ai dipendenti della Royal Mail, che potranno acquistare ulteriori azioni per almeno 500 sterline, soglia più bassa rispetto ad altri investitori, che invece ne dovranno acquistare per almeno 750 sterline. Lo Stato prevede di incassare fino a 2 miliardi di sterline dalla vendita.

Non sarà comunque una vendita facile, poiché sembra che gli inglesi siano contrari alla privatizzazione del glorioso servizio postale: i più contrari sono ovviamente gli impiegati, che temono possano subire gli effetti negativi della privatizzazione sulle paghe, sulle pensioni e sulla sicurezza sul lavoro.

I sindacati avevano già convocato un voto per chiedere ai lavoratori la propria opinione riguardo questi timori, tuttavia i risultati non dovrebbero arrivare prima del 16 ottobre, quindi il giorno dopo la quotazione alla borsa londinese, adombrando sospetti che la scelta della data in cui far partire l'IPO sia stata ponderata proprio per dribblare il voto. Una settimana dopo, il 23 ottobre, dovrebbero arrivare i primi scioperi e proteste, ma per allora il processo sarà completato.

La vendita, secondo i sindacati, risulta essere incomprensibile, poiché il più antico servizio postale del mondo macina utili: nel 2012 gli utili prima delle tasse sono saliti del 60 per cento a 324 milioni di sterline, mentre il fatturato è aumentato del 5 per cento a 9,15 miliardi di sterline. La mossa, sempre secondo i sindacati, è dettata da questioni politiche, non economiche, vale a dire che andava fatta a prescindere dai risultati dell'azienda: da almeno vent'anni sia i conservatori che i laburisti hanno più volte tentato di mettere sul mercato la Royal Mail, ogni volta fallendo. Almeno fino ad oggi.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56585/20130927/regno-unito-privatizzazione-poste-royal-mail.htm

 

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