Il gioco delle tre carte continua: aumento IVA rinviato grazie all'aumento delle accise sulla benzina

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Alla fine il tanto atteso annuncio è arrivato: l'aumento dell'IVA, previsto ormai da diversi anni, è ulteriormente rimandato di tre mesi, vale a dire al primo gennaio 2014 (salvo, ovviamente, ulteriori rinvii). La copertura è quella annunciata nei giorni scorsi, vale a dire il sempreverde aumento delle accise sulla benzina, cui si aggiunge l'ennesimo rialzo degli acconti IRES e IRAP.

  

Dal primo ottobre, dunque, il litro di benzina aumenterà di 2 centesimi, mentre alle società di capitali sarà richiesto è di incrementare dal 101 alla 103 per cento l'acconto dell'IRES e dell'IRAP di novembre.

L'aumento della benzina di 2 centesimi sarà tuttavia temporaneo, ovvero resterà valido solo fino alla fine dell'anno. A partire dal 2014 e fino al febbraio 2015 l'aumento sarà di 2,5 centesimi al litro. Un vero peccato però che la toppa rischi di allargare il buco: nel 2012 e nel 2013 infatti si è assistito ad un tracollo del consumo di carburante. L'anno scorso, su base annua, c'è stato un calo superiore al 10 per cento, mentre nel primo semestre della 2013 i consumi sono scesi di un ulteriore 5 per cento rispetto allo stesso semestre dell'anno precedente.

Volendo riassumere il tutto, la copertura necessaria per evitare l'aumento di una imposta indiretta si basa in parte sull'aumento di un altro tributo indiretto e in parte su un anticipo sulle imposte da pagare negli anni futuri. Ci si chiede quanto questo gioco delle tre carte possa andare avanti: si spera non troppo.

Nella bozza del decreto legge preparato dal ministero dell'Economia da sottoporre alla Consiglio dei ministri (che però risulta essere attualmente congelato per via della crisi politica aperta dal centrodestra, secondo il quale è giusto far affondare il Paese per salvare un multimiliardario pregiudicato) trovano spazio anche la questione cassa integrazione e la manovrina che dovrebbe permettere al Paese di non sforare nel 2013 il tetto del deficit posto al 3 per cento.

La cassa integrazione in deroga sarà finanziata per gli ultimi mesi dell'anno con a 330 milioni di euro da distribuirsi alle Regioni; altre 265 milioni di euro dovrebbero essere invece utilizzati per rifinanziare le missioni internazionali di pace.

Per quanto riguarda invece la questione del tetto al deficit, il Ministero prevede tagli semi-lineari per 400 milioni di euro, mentre il rimanente miliardo necessario per abbassare dello 0,1 per cento il rapporto deficit/Pil del 2013 dovrebbe provenire dalla dismissione di immobili pubblici.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56592/20130927/aumento-iva-accise-benzina-iva-irap-ires.htm

 

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