USA, la battaglia sul bilancio continua: il Senato tenta una soluzione ponte, ma i repubblicani dicono ancora no

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Rischia di essere una battaglia fino all'ultimo secondo quella sul budget Federale degli Stati Uniti: il leader della maggioranza al Senato il democratico arrivi raid convocato la camera per iniziare una serie di voti sull'ultimo testo preparato a partire dalle 18:30 ora italiana. L'ultima bozza comprende il ritorno dei finanziamenti alla Sanità federale prevista dall'Obamacare, punto sul quale né il presidente Barack Obama e il suo partito sono disposti ad indietreggiare, ma solo per un mese e mezzo dopo di che bisognerà tornare a trattare sul budget federale. Si cerca insomma di prendere altro tempo.

  

La cancellazione dei finanziamenti all'Obamacare era stata decisa dalla Camera dei Rappresentanti, ovvero la camera bassa del Congresso, dove i repubblicani, nonostante siano una minoranza tra gli elettori (1,7 milioni di voti in meno rispetto ai democratici), hanno la maggioranza dei seggi grazie al cosiddetto Gerrymandaring, ovvero la pratica di disegnare i distretti elettorali per favorire i propri candidati.

I repubblicani, in particolar modo la parte alla destra più estrema del Congresso, ovvero i Tea Party, sono decisi a respingere al mittente qualunque testo che preveda il rifinanziamento del piano sulla sanità, che rappresenta forse la più importante riforma dell'amministrazione Obama.

Si rischia così che il testo continui a rimbalzare da una camera all'altra fino alla mezzanotte del 30 settembre, dopodiché, a partire dal primo ottobre, scatterà il cosiddetto governament shutdown, vale a dire lo spegnimento delle attività livello federale per mancanza di fondi.

Lo shutdown prevede fra le altre cose che decine di migliaia di lavoratori del settore pubblico siano messi in congedo non pagato fin quando la crisi fiscale non verrà risolta, mentre l'attività statale sarà ridotta all'essenziale.

Questa partita a tennis continuerà probabilmente anche nel corso del weekend: i leader della Camera tenteranno di trovare una soluzione che soddisfi le parti tuttavia lo speaker della Camera, nonché leader de facto dei repubblicani, John Boehner non sembra avere il controllo dell'ala più estremista del proprio partito, disposta a mettere migliaia di famiglie sul lastrico per una questione di principio, ovvero dire di no sempre e comunque a Barack Obama.

Non è però finita qui, poiché va ricordato che, terminata la discussione sul budget federale, bisognerà cominciare quella relativa al debt ceiling, ovvero il tetto al debito pubblico. Il segretario al Tesoro Jack Lew ha già fatto sapere che se non verrà alzata la capacità del governo di prendere denaro a prestito le casse dello Stato non avranno più denaro per pagare le proprie spese a partire dal 17 ottobre.

Al livello finanziario tuttavia entrambi non sembrano essere problemi enormi (gli Stati Uniti hanno nella pratica sufficiente denaro per fare fronte ai propri bisogni, semplicemente manca l'autorizzazione ad utilizzarli): il vero danno sarebbe alla credibilità degli Stati Uniti, già messa a dura prova nell'ultimo decennio nonché negli ultimi mesi.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56603/20130927/usa-bilancio-budget-senato-repubblicani-obamacare.htm

 

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