FMI: disoccupazione ai massimi ancora a lungo. Le tensioni politiche possono minare una ripresa già modesta

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Il Fondo monetario internazionale ha pubblicato i risultati della sua missione a Roma, dipingendo ancora una volta un quadro di difficoltà e di instabilità che potrebbero stroncare la pur debole ripresa.

  

L'Italia è riuscita nella sua opera di aggiustamento fiscale almeno per quanto riguarda il flusso: il deficit nel 2013 dovrebbe essere vicino al 3 per cento del prodotto interno lordo, tuttavia a livello strutturale il Paese dovrebbe riuscire a raggiungere un deficit nei pressi dello zero per cento. Il debito pubblico, però, continua a crescere e quest'anno supererà il 130 per cento del PIL, arrivando al 133,1 nel 2014, quando tuttavia il deficit dovrebbe calare al 2,1 per cento. Salvo imprevisti: non va dimenticato che fra settembre e ottobre il governo italiano si ritroverà a fare fronte a sfide politiche difficili circa il destino di Silvio Berlusconi. Un degenerare della situazione politica rischia di portare ad elezioni, lasciando per mesi l'Italia senza timoniere e senza alcuna garanzia che dalle urne esca una maggioranza stabile, stante l'attuale legge elettorale.

Rebus sic stantibus, Italia dovrebbe sperimentare una ripresa economica trainata dalle esportazioni, in un contesto in cui la domanda interna resterà debole a causa, fra le altre cose, dell'elevato tasso di disoccupazione, attualmente al 12 per cento, massimo dal dopoguerra, e che, per quanto riguarda i giovani, raggiunge il 40 per cento. La disoccupazione resterà sopra questo livello almeno fino al 2014, quando dovrebbe assestarsi al 12,4 per cento. Da questo punto di vista il Fondo monetario internazionale, pur riconoscendo che alcune riforme sono state messe in atto, chiede al governo romano di fare di più sia per dare slancio alla produttività che per aumentare il tasso di occupazione, soprattutto tra i giovani e donne. Necessario semplificare i contratti e ridurre le tasse sul lavoro, che spingono le imprese a non assumere, quando non licenziare.

Il Fondo con base a Washington punta il dito sulla produttività, ormai in declino da anni, e che continuerà a deprimere la crescita nel medio periodo: l'austerità, con il carico di disoccupazione di lungo periodo che porta, farà deteriorare parte del capitale umano, zavorrando la ripresa. Gravi carenze anche nel sistema giudiziario, che rende il contesto per le aziende assai più incerto e crea difficoltà alle imprese straniere che vogliono investire in Italia.

Secondo i commissari di Christine Lagarde le banche italiane sono riuscite ad attutire il colpo della crisi finanziaria, tuttavia hanno mostrato tutte le proprie debolezze a causa della crisi del debito sovrano, di cui sono piene zeppe. Il sistema bancario italiano, nel complesso, necessita di 6 miliardi di capitale nel 2015 per riuscire a rientrare nei criteri di Basilea 3. Gli stress test, tuttavia, mostrano che le banche italiane sono in grado di resistere alle perdite nell'ambito di uno scenario macroeconomico avverso. Resta comunque la mina vagante di Banca Monte dei Paschi di Siena, la cui ristrutturazione sarà un'operazione delicata che non può fallire, poiché rischia di avere conseguenze sull'intero sistema bancario a causa della sua dimensione.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56605/20130927/fmi-italia-disoccupazione-politica-governo-ripresa.htm

 

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