Aumento IVA, fallisce il Consiglio dei Ministri, Letta: "Non si può parlare di IVA se non si verifica la maggioranza"

E-mail Stampa PDF

Stando a quanto hanno fatto trapelare persone vicine a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto varare il decreto che avrebbe permesso il rinvio dell'aumento dell'IVA (e l'aumento delle accise sul carburante) si è rivelato inconcludente.

  

Il premier Enrico Letta avrebbe spinto per un rinvio dell'esame del provvedimento a dopo la verifica della maggioranza alle Camere, come aveva richiesto nel corso dei colloqui pomeridiani con il Presidente della Repubblica ed esponenti della maggioranza, fra cui il vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano.

Il Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto, in linea teorica, rinviare l'aumento dell'IVA che scatterà il primo ottobre, si è trasformato quindi in una prima resa dei conti fra le due anime nella maggioranza.

Il premier Enrico Letta è stato chiaro: «da questa riunione mi aspetto un chiarimento definitivo non è possibile esaminare ora alcun provvedimento economico né tantomeno il rinvio dell'IVA». Tuttavia i ministri del Popolo della Libertà si sono impuntati sulla questione che hanno più a cuore, ovvero il salvataggio di Silvio Berlusconi, che il mese prossimo potrebbe essere dichiarato decaduto dal Senato a seguito della condanna definitiva per frode fiscale.

Nei giorni scorsi i deputati e i senatori del Popolo delle Libertà avevano minacciato dimissioni di massa nel caso in cui il Senato decidesse quello che, in teoria, dovrebbe essere un semplice atto dovuto, come previsto dalla legge. Quanto alle ipotesi di dimissioni dei Ministri, tuttavia, Fabrizio Cicchitto si è affettato a smentire.

Stando alla bozza circolata nel pomeriggio di venerdì il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto approvare la sterilizzazione dell'aumento dell'imposta sul valore aggiunto dal primo di ottobre al primo di gennaio: la copertura sarebbe arrivata da un aumento provvisorio (come l'accisa sul carburante imposta per finanziare la guerra in Abissinia e ancora in vigore dopo 77 anni) delle accise sul carburante per 2 centesimi al litro fino alla fine dell'anno quindi di 2,5 centesimi fino al febbraio 2015. Un'altra parte della copertura infine sarebbe dovuta arrivare dall'aumento degli acconti IRAP e IRES per le società di capitali, dal 101 al 103 per cento.

Dato che però difficilmente il voto di fiducia arriverà prima di martedì, l'aumento dell'IVA scatterà come previsto il primo ottobre, portando l'aliquota ordinaria dal 21 al 22 per cento. Potrebbe essere la mazzata definitiva ai consumi interni e anche ai germogli di ripresina visti sinora.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56609/20130927/aumento-iva-consiglio-ministri-letta-verifica-maggioranza.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati