I ministri PDL si sono dimessi: Berlusconi affonda il Governo (e l'economia)

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Sembra non esserci alcuno spazio per una risoluzione pacifica della crisi di governo: nella serata di sabato Silvio Berlusconi ha invitato ministri e parlamentari del Popolo delle Libertà a dimettersi immediatamente in risposta all'ultimatum di Enrico Letta, ritenuto inaccettabile dal leader del centrodestra. I ministri del PDL si sarebbero dimessi poco dopo la richiesta di Berlusconi.

  

La decisione sarabbe conseguenza dell'ormai probabilmente inevitabile aumento dell'IVA: Berlusconi non vuole che i suoi siano complici di questo aumento. Si tratta di una curiosa inversione della relazione causa-effetto, visto che il fallimento del Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto sterilizzare l'IVA è conseguenza della minaccia dei parlamentari PDL di dimettersi per difendere il proprio leader dalla decadenza. Senza dimenticare che l'aumento dell'IVA fu deciso dal governo Berlusconi nell'estate del 2011 e solo rinviato di volta in volta fino al prossimo primo ottobre.

Sembra dunque sia arrivato il momento dell'atto finale per il governo Letta, che nella serata di venerdì aveva richiesto una verifica della maggioranza, bloccando il Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto rinviare l'aumento dell'IVA a gennaio. In sostanza il premier ha voluto costringere il Pdl a decidere se è parte della maggioranza oppure dell'opposizione (sottinteso, ma non troppo) al Paese intero.

La situazione aveva cominciato a degenerare quando è diventato chiaro che la maggioranza della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari del Senato si sarebbe pronunciata favore della decadenza di Silvio Berlusconi, in virtù della sua condanna in via definitiva per frode fiscale, che fa scattare la legge Severino e la decadenza da parlamentare. La decisione della Giunta prima e dell'Aula poi sarebbe, in sostanza, un semplice atto dovuto.

I parlamentari del Popolo delle Libertà avevano annunciato dimissioni di massa se il Partito Democratico non si fosse schierato contro la retroattività presunta della legge Severino: questa mossa in sostanza avrebbe implicato una messa in stand by della questione, in attesa di una pronuncia della Consulta.

Nel pomeriggio di sabato Berlusconi aveva presentato una memoria difensiva, nella quale ricusa gran parte della Giunta delle elezioni per avere espresso il proprio giudizio sul caso ancor prima di aver sentito l'ex presidente del Consiglio.

Non essendovi stata alcuna apertura da parte del Partito Democratico, Silvio Berlusconi si è sentito evidentemente in dovere di premere sull'acceleratore della crisi, facendo saltare per l'ennesima volta il banco proprio mentre il paese sta cercando di riprendersi dalla crisi economica: la caduta del governo, per quanto scarso possa essere stato sinora, rischia di stroncare i verdi germogli della ripresina, a cominciare dall'aumento dell'IVA che contribuirà a far deprimere ulteriormente i consumi, provocando così una nuova ondata di licenziamenti.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56646/20130928/dimissioni-parlamentari-pdl-berlusconi.htm

 

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