Caduto Letta sarà il momento del governo Troika?

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La (al momento virtuale) crisi di governo aperta dalle dimissioni dei Ministri del Popolo delle Libertà fa emergere inevitabilmente uno scenario di incertezza in un momento in cui sarebbe necessario il contrario: entro il 15 ottobre, infatti, il governo deve presentare la legge di stabilità in Parlamento, ma la sua caduta non sembra mettere nelle condizioni l'esecutivo di varare alcunché.

  

Il rischio, molto concreto, è che si ripeta la situazione già verificatasi nell'estate del 2011, quando al governo c'era proprio Silvio Berlusconi, quando la manovra correttiva (che prevedeva, tra le altre cose, l'aumento dell'IVA che scatterà il primo ottobre) fu sostanzialmente dettata da Bruxelles e Francoforte.

Già da lunedì potrebbero arrivare le prime tempeste sui mercati, proprio dopo che nei giorni scorsi avevano iniziato a circolare voci di downgrade dell'Italia. In altre parole la legge di stabilità verrebbe scritta nuovamente sotto dettatura della Troika, in particolare fra la Commissione Europea e la Banca centrale europea.

Priva di un governo nel pieno esercizio delle sue funzioni il Paese non potrebbe fare altro che piegarsi e accettare l'arrivo della famigerata Troika, a prendere il timone di un Paese senza più timoniere.

Se i mercati finanziari decidessero, a partire da lunedì, di vendere Italia, il governo, qualunque esso sia, non potrebbe fare altro che accettare quanto deciso altrove, poiché un rifiuto comporterebbe l'impossibilità di attivazione dell'ombrello protettivo del programma OMT della Banca centrale europea, che lascerebbe l'Italia sola in mezzo alla tempesta finanziaria, con inevitabili ripercussioni su un'economia già pesantemente provata da quanto accaduto negli ultimi due anni. La crisi degli spread del 2011 costò al Paese circa 30 miliardi di euro.

Come già rilevato nel pomeriggio i conti pubblici hanno attualmente il pilota automatico: senza nuovi interventi, oltre all'aumento dell'IVA, ritornerebbe la seconda rata dell'IMU, e ci sarebbero risorse sufficienti per coprire sia le spese fondamentali (come la Cassa Integrazione in deroga) sia per riportare il deficit/PIL sotto la soglia del 3 per cento.

I problemi nascerebbero dopo, ovvero dal 2014, quando l'inevitabile ricaduta in recessione renderà nuovamente traballanti non solo i conti pubblici, ma anche quelli delle famiglie e delle imprese.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56648/20130928/letta-dimissioni-caduta-governo-troika.htm

 

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